Il dolore
Terrazza di Tirrenia ora scatta la revoca
Ultimatum al gestore: venti giorni per un piano dei lavori
PISA. E’ più di un ultimatum. C’è un procedimento formalmente avviato, con scadenza tassativa di venti giorni: o arriva un progetto di riqualificazione entro questi termini o in modo automatico la concessione verrà revocata. Sul caso della degradata (da anni) terrazza di Tirrenia, in piazza Belvedere, il Comune passa al pugno duro. L’annuncio arriva direttamente dal sindaco Marco Filippeschi, che ha tenuto una conferenza stampa insieme a Simone Consani, che per l’ufficio del primo cittadino segue direttamente queste situazioni di contrapposizione con i privati in ottica anti-degrado. «Un caso esemplare dell’atteggiamento che terremo: si deve sapere che ciò che finora è stato tollerato non lo sarà più», sottolinea Filippeschi.
Revoca totale. Sono diversi i procedimenti aperti, tra questi quello della terrazza Belvedere è uno dei più sentiti da cittadini e turisti. La pavimentazione, notevolmente deteriorata, è peggiorata in questi mesi. La terrazza è gestita da privati (la società Giba Srl) i quali, secondo il contratto, devono occuparsi della sua manutenzione, nell’ambito della concessione dello stabilimento balneare Imperiale di cui fa parte. Proprio per questo, in caso di revoca della concessione, il provvedimento avrebbe valore anche per lo stabilimento. Con l’intera area che andrebbe poi a gara pubblica, Imperiale compreso, secondo la normativa vigente. L’unica alternativa per il concessionario è sistemare la pavimentazione della terrazza: costo 112.000 euro.
Le tappe. La vicenda, che si trascina da tempo, ha avuto un’accelerazione dallo scorso luglio. Il 17 l’amministrazione comunale (Ufficio Demanio Marittimo) ha inviato una formale diffida al concessionario, avviando un procedimento amministrativo per il rispetto di quanto previsto dal contratto. A questo atto sono seguiti incontri tra società e dirigenti comunali, con Palazzo Gambacorti che sollecitava al privato la presentazione, entro il 15 gennaio 2016, di un progetto di sistemazione della terrazza (con le caratteristiche necessarie per essere sottoposto al Collegio del Paesaggio) da realizzare in due lotti, in due annualità consecutive, per agevolare la società concessionaria sulla spesa da affrontare. «L’amministrazione si era anche resa disponibile - dice il sindaco - per una valutazione congiunta del progetto di manutenzione, anche in vista di interventi del Comune (a proprie spese) di completamento e di arredo urbano». Decorso inutilmente il termine del 15 gennaio, l’Ufficio Demanio ha emesso il preavviso di “adozione del provvedimento di decadenza della concessione” per inadempienza. Ora la società ha tempo 20 giorni (scattati da giovedì 11) per presentare proprie memorie e deduzioni.
Replica e controreplica. «Abbiamo sempre detto di essere disponibili a fare gli interventi e lo confermiamo», dice Gianni Annibali della Giba Srl), che aggiunge: «I tecnici devono dirci come, poi dobbiamo vedere i tempi. Capirete che queste incertezze sulle concessioni demaniali, con il rischio delle aste secondo la direttiva Bolkestein per gli imprenditori balneari, ci provocano difficoltà. La spesa da sostenere è elevata, anche noi dobbiamo avere garanzie. Prenderemo i nostri provvedimenti per cautelarci». Filippeschi: «Speriamo che gli interessati ci rispondano e in questi giorni ci diano la via d’uscita che auspichiamo».
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