Attenzione
Scuola, sit in per il concorso dei precari in Prefettura
PISA. «Il concorso per docenti rischia di rivelarsi inopportuno per i modi e i tempi con cui viene gestito». Una ventina di dipendenti precari della scuola hanno manifestato ieri davanti alla sede...
PISA. «Il concorso per docenti rischia di rivelarsi inopportuno per i modi e i tempi con cui viene gestito».
Una ventina di dipendenti precari della scuola hanno manifestato ieri davanti alla sede della prefettura di Pisa.
La manifestazione è stata fatta in concomitanza con la giornata di mobilitazione nazionale dei diritti dei precari indetta dai sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, UilScuola, Snals e Gilda.
«L’iniziativa - spiegano i rappresentanti territoriali dei lavoratori che erano presenti al presidio pisano - nasce per la totale assenza di confronto tra il ministero e le organizzazioni sindacali sull’annunciato bando del concorso che non può essere affrontato ignorando la realtà di un precariato. Che è fatto di docenti in servizio da anni, persone che hanno conseguito una costosa abilitazione, e che spesso sono costretti a trasferirsi in altre regioni pur di avere un contratto a tempo determinato».
I sindacati hanno consegnato al viceprefetto un documento in cui sottolineano che «la sentenza della Corte europea del novembre 2014 ha ribadito il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per più di tre anni, ma nonostante ciò si lascia ad essi come unica opportunità quella di partecipare ad un concorso in cui non viene riconosciuto il valore del servizio svolto».
Il concorso, viene sottolineato nel documento consegnato alla Prefettura «rischia di rivelarsi inopportuno per i modi e i tempi con cui viene gestito, in un contesto di criticità non risolte, di impegni disattesi, di obiettivi mancati e di diritti negati».
«Questa è una situazione che rende facilmente prevedibile il moltiplicarsi di occasioni di contenzioso» aggiungono i rappresentanti pisani dei sindacati, cercando di anticipare quel che potrebbe accadere.
Che chiedono «l’immediata apertura di un tavolo di confronto in cui discutere di come le procedure di reclutamento possano tenere conto dell’esigenza di valorizzare la professionalità di quanti per anni hanno consentito di far fronte alle ordinarie esigenze di funzionamento del sistema scolastico».
(d.r.)
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