Sicurezza
Respinte le due mozioni che sfiduciavano l’assessore
PISA. «Il compito delicato che abbiamo, è accogliere e sostenere la sofferenza di tanti bambini e famiglie, saperla curare e trasformarla in un’opportunità per capire perché, nonostante il sistema...
PISA. «Il compito delicato che abbiamo, è accogliere e sostenere la sofferenza di tanti bambini e famiglie, saperla curare e trasformarla in un’opportunità per capire perché, nonostante il sistema strutturato di controlli, non è stato possibile prevenire quanto accaduto». Così l’assessore alle politiche educative Marilù Chiofalo è intervenuto al termine di una discussione-fiume in consiglio comunale sulle violenze perpetrate per mesi in un asilo nido comunale, che si è chiuso con il respingimento da parte dell’assemblea cittadina dei due ordini del giorno presentati da una parte dell’opposizione per chiedere al sindaco di sollevare dall’incarico l’assessore e l’approvazione di quello presentato dalla maggioranza contro le dimissioni. «Quanto accaduto nell’asilo - sottolinea Chiofalo - trafigge con innominabile violenza i bambini e i loro genitori, le persone che operano con rigore e professionalità nel settore dell’educazione e dell’istruzione e l’intera città», ma è anche l’occasione, secondo l’assessore, per migliorare e potenziare il sistema dei controlli. «Su questa missione dobbiamo focalizzare tutte le nostre energie, sollecitando anche una discussione regionale e nazionale», prosegue Chiofalo, che ha esposto i fatti dal 19 gennaio al 4 febbraio, da quando l’amministrazione comunale ha saputo di quanto stava avvenendo nell’asilo nido fino all’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Sonia Ori, una delle educatrici coinvolta nella vicenda e finita agli arresti domiciliari. Da una relazione stilata a fine gennaio, quando tre educatrici della sezione piccoli hanno riferito ai responsabili del Comune quanto accadeva nella sezione grandi (sottovalutando quanto emerso durante lo scorso anno scolastico quando avevano rilevato «nelle colleghe nervosismo che si traduceva in comportamenti bruschi e sgarbati nei confronti dei bambini»), la dirigente dei servizi educativi del Comune Laura Nassi che ha consultato il personale, il maresciallo dei carabinieri che ha seguito le indagini e il magistrato, si evince un percorso parallelo alle indagini dell’Arma portato avanti dalla dirigente, che però non ha potuto prendere provvedimenti fino alla conclusione delle indagini. Successivamente, Palazzo Gambacorti ha messo in campo tutti gli interventi possibili nei confronti delle maestre coinvolte, e supportato i bambini e le famiglie. «Abbiamo lavorato col massimo impegno - conclude Chiofalo - per ricostruire pezzo dopo pezzo una comunità a pezzi continuando a collaborare al massimo con l’autorità giudiziaria». (d.r.)
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