La manifestazione
Le mamme infuriate a tu per tu col sindaco
Sit in per strada, blocco del traffico e confronto con Filippeschi
PISA. “Altro che domiciliari, datele a noi”. E ancora “Comune vergogna”. Alle richieste di spiegazioni e di maggiori controlli, hanno unito un desiderio di giustizia fai da te che le ha portate a puntare il dito contro tutti: dagli inquirenti, rei di aver diffuso i video che mostrano i ripetuti atti di violenza perpetrati ai danni di almeno nove bambini di un asilo nido comunale prima di informare i genitori dei piccoli coinvolti, al Comune, al quale imputano il fallimento del sistema dei controlli.
Un gruppo di circa quindici mamme si è riunito ieri mattina sotto Palazzo Gambacorti per criticare l’apparato di controllo dell'ufficio servizi educativi e chiedere all’amministrazione provvedimenti urgenti per tutelare l’incolumità dei bambini che frequentano asili nido e scuole materne: dall’installazione di sistemi di videosorveglianza all’interno delle scuole ai controlli psicofisici sul personale docente.
E dalla piazza, la protesta - alla quale hanno preso parte anche un paio di mamme di bambini coinvolti nella vicenda - si è spostata prima in strada con un blocco del traffico veicolare e poi nelle stanze del Comune, dove le manifestanti sono state ricevute dal sindaco Marco Filippeschi. “Cari politici. Basta dormire è l'ora di svegliarsi” e “Altro che domiciliari. Datele a noi”, recitavano alcuni dei cartelli esposti in piazza, contornati da palloncini colorati.
«Quanto accaduto – dice Elisa Burchielli, una delle manifestanti - dimostra che il sistema di vigilanza del Comune non ha funzionato e ora i responsabili devono pagare per i loro errori».
«Non ci siamo mai resi conto di nulla - aggiunge Monia Sperati, mamma di una bambina che frequenta la sezione dell’asilo di periferia non coinvolta negli episodi di maltrattamenti -. Mi fido molto delle maestre che sono rimaste e ho fiducia nel sistema, ma manifesto perché credo che l’installazione delle telecamere sia necessaria per garantire ancora maggiore sicurezza».
Dopo un breve presidio, le manifestanti si sono spostate su lungarno Pacinotti per un blocco stradale durato una decina di minuti, a cui è seguito l’ingresso in Comune dove il gruppo di mamme è stato ricevuto dal sindaco Filippeschi. Al primo cittadino, le manifestanti hanno ribadito la «necessità» di prevedere l’installazione di un sistema di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole materne, test attitudinali e «perizie psichiatriche» per il personale impiegato nelle strutture scolastiche «per tutelare i bambini - sottolineano -, ma anche per rimediare ad un sistema di controllo e monitoraggio che non è stato sufficiente ad evitare i maltrattamenti».
Durante il lungo colloquio, avvenuto alla presenza dell'assessore alle politiche educative Marilù Chiofalo e a tratti anche teso, Filippeschi, ricostruendo i fatti, ha evidenziato i nuovi strumenti che l’amministrazione ha messo e metterà in campo per potenziare il sistema, tra i quali una rotazione delle maestre «affinché non ci siano sudditanze psicologiche e limiti a denunciare eventuali comportamenti non leciti», controlli più stringenti e un maggiore confronto tra genitori e istituzione.
«Sono invece meno convinto che la videosorveglianza possa essere una soluzione, in quanto rischia di deresponsabilizzare l’intero sistema, anche se a priori non escludo una riflessione su questo tema», dice il primo cittadino dando appuntamento tra dieci giorni ad una referente del gruppo di manifestanti per verificare il lavoro fatto. «Proviamo dolore per i fatti accaduti – conclude il sindaco -, ma ci siamo mossi tempestivamente sospendendo le tre maestre coinvolte e avviando una contestazione di addebito anche nei confronti delle altre che non hanno subito denunciato gli episodi al Comune».
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