Gioco
Benotto: deputazione tutta da confermare
L’arcivescovo chiede la ratifica delle candidature già presentate un anno fa: il nome di Pacini era contenuto nella lista del ministero
PISA. Una partita chiusa che si cerca di riaprire con un colpo di mano, cancellando le prerogative assegnate dalla legge. C’è soprattutto questo dietro l’irritazione dell’arcivescovo nella vicenda delle nomine alla deputazione dell’Opera della Primaziale, origine del braccio di ferro in atto tra curia e ministero. Per Giovanni Paolo Benotto tutto era risolto già all’inizio del 2015. In particolare, tra il 12 e il 14 febbraio dello scorso anno quando c’era stato uno scambio di comunicazioni tra arcivescovado e prefettura sulle candidature, con reciproco via libera. Quei documenti però non sono mai stati sottoscritti dal ministro dell’Interno, dopo che è intervenuta la circolare con la quale si “invita” (la legge non lo impone) a bloccare il numero di mandati in modo da favorire un forte ricambio nell’Opa. Nella vicenda pisana, in particolare, sarebbe uno stop alla ricandidatura di Pierfrancesco Pacini alla presidenza.
Monsignor Benotto però non si lascia spaventare dal braccio di ferro con la politica. Anzi, ne fa una questione di principio e per questo continua a chiedere la conferma di quelle indicazioni già concordate prima che la circolare del ministero bloccasse l’iter avviato. Indicazioni contenute negli unici atti ufficiali di questa storia, sottolineano in ambienti vicini a Giovanni Paolo Benotto, non come l’elenco proposto dai politici sul quale l’arcivescovo non ha dato il via libera, una condizionale essenziale contenuta nella legge.
L’elenco del febbraio 2015 prevede una conferma totale dei componenti della deputazione. I due nomi fatti da Benotto sono quelli di Giovanna Giannini, dirigente della Prefettura di Pisa (in carica dal 1999); e di monsignor Gino Biagini, pro-vicario generale della diocesi. Dunque, non quello di Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opa dal 1999, l’escluso eccellente dalla nuova lista politica, che è invece al primo posto nella “vecchia” lista ministeriale. Con Pacini ci sono anche Paolo Moneta, docente di diritto canonico all’Università di Pisa; Giuseppe Marianelli, presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero; Gabriella Garzella, docente al Dipartimento di storia; e Giovanni Padroni, docente alla facoltà di Economia. Un elenco sul quale Benotto aveva dato il suo nulla-osta, come vuole quella parola “sentito” con la quale la legge attribuisce all’arcivescovo il diritto di esprimere il suo gradimento su tutti e sette i candidati alla deputazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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