Il dolore
Il sindaco al consiglio «Uno sfregio alla città»
Cinque Stelle e centrodestra insistono: «Via l’assessore Chiofalo»
PISA. «La città ha subìto un’offesa molto grave, uno sfregio al patrimonio di servizi offerti alla comunità».
Il sindaco Marco Filippeschi condanna gli atti di violenza che per mesi si sono perpetrati in un asilo nido comunale, sottolineando la necessità di provvedimenti seri contro i responsabili e di nuovi strumenti per migliorare il sistema, «ma – ha aggiunto – non possiamo permetterci una discontinuità di governo in un settore così delicato».
Le violenze all’asilo nido di periferia approdano in consiglio comunale. E si trasformano in bagarre politica con una parte della minoranza che punta il dito contro l’assessore alle politiche educative Marilù Chiofalo, alla quale imputano il fallimento dei servizi e del sistema dei controlli, e la maggioranza, che pur sottolineando la gravità di quanto accaduto, difende il sistema educativo ammettendo la necessita di apportare interventi per migliorarlo. Sotto accusa finiscono anche la Procura e i media per aver diffuso quel video che mostra almeno nove bambini che finiscono sotto i colpi di Sonia Ori, la 59enne decana delle educatrici finita agli arresti domiciliari.
Ma per un intero pomeriggio la discussione si è concentrata soprattutto nei corridoi di Palazzo Gambacorti. In Sala Regia, sede dell’assemblea cittadina, si è parlato un po’ di tutto, dalla Sesta Porta alla mostra sul Venezuela di qualche mese fa, fino ad un lunghissimo dibattito sulla richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta sui rapporti tra il Comune e la società Sviluppo Navicelli spa (con una relazione del sindaco di circa quaranta minuti), poi bocciata.
La discussione sui fatti avvenuti nell’asilo nido, chiesta sia dalla maggioranza che dalle opposizioni, è slittata di minuto in minuto fino alle 19, nonostante un accordo tra tutti i capigruppo di iniziare il dibattito non oltre le 18. «Non avrei mai creduto di dover parlare di una vicenda simile», ha sottolineato Raffaele Latrofa, capogruppo Ncd che ha presentato un question time sulla vicenda, puntando il dito contro l’assessore Chiofalo. «Ho inviato una lettera al sindaco per chiedere le dimissioni dell’assessore perché è questo che chiede la città. Tutti aspettavano parole di scuse dall’assessore, abbiamo invece ascoltato un elenco di cose fatte facendo apparire il nostro sistema come il migliore in Italia. Chi ha avuto questo atteggiamento deve lasciare il posto a qualcuno più capace», ha concluso Latrofa davanti ad alcune decine di persone, chiedendo anche l’installazione delle telecamere negli asili nido e nelle scuole di infanzia.
Noi Adesso Pis@, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Nuovo Centrodestra hanno chiesto la testa dell’assessore presentando anche una mozione di sfiducia.
A difesa dell’assessore e del sistema dei servizi educativi si è schierata l’intera maggioranza, che ha però messo sotto accusa giornali e tv. «In questa vicenda i media hanno strumentalizzato i fatti e probabilmente propagato notizie imprecise», ha detto il capogruppo del Pd Ferdinando De Negri. «Credo che prima di tutto si debba esprimere solidarietà alle famiglie di quei bambini che sono stati esposti mediaticamente anche in conseguenza della diffusione delle immagini da parte dell'autorità giudiziaria», ha aggiunto, contestando la diffusione del video attraverso il quale alcuni genitori hanno appreso delle violenze subite dai figli.
«Di fronte a questa situazione dobbiamo agire con prontezza e umiltà, mettendoci anche in discussione, ma senza strumentalizzazioni per fini politici – ha sottolineato invece il sindaco Filippeschi –. Dobbiamo riflettere soprattutto sul fatto che un gruppo di almeno sette persone di fronte a fatti che si sono rilevati lo scorso giugno non ha riportato preoccupazioni al di fuori del circuito scolastico. Questo può essere un punto di vulnerabilità del sistema. Dobbiamo essere capaci di difendere il valore del sistema educativo di questa città, patrimonio che ci ha sempre distinto. Chi ha lavorato per anni in questo sistema ha garantito qualità, attenzione e dedizione, così come l’assessore Chiofalo. Sono testimone di una grande attenzione in questo settore molto impegnativo, mai accettando che questi servizi fossero parcheggi per bambini».
Oltre ai provvedimenti nei confronti delle maestre direttamente coinvolte nella vicenda, «ho chiesto che si valutasse anche la possibilità di contestazione d’addebito a chi ha tardivamente denunciato», ha proseguito il primo cittadino. «Ho parlato anche con il presidente Enrico Rossi con l’obiettivo di avere nuovi spunti per migliorare il sistema – conclude –. Dobbiamo rinnovare la fiducia ad un sistema che sappia però mettersi a verifica secondo gli indirizzi della giunta e del consiglio comunale senza alcuna assoluzione, ma con uno spirito di servizio alla città».
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