Toscana
«Riapriamo il Lux» Parte la campagna a favore del teatro
La struttura è sotto sequestro dopo la morte di Raphael Solidarietà ai gestori del “The Thing”. Migliaia di adesioni
PISA. La ripartenza dopo il lutto. E un movimento di opinione che dalla Rete sta dilagando per esprimere solidarietà agli indagati e chiedere che il teatro Lux riapra il prima possibile.
La tragedia di Raphael Schumacher, l’attore di 27 anni rimasto strangolato in scena e deceduto dopo cinque giorni di coma, ha portato al sequestro della struttura di piazza Santa Caterina. Le indagini della polizia, coordinate dalla Procura, hanno richiesto il provvedimento per consentire anche all’Asl e ai legali e consulenti dei quattro indagati, di ricostruire il contesto in cui è avvenuto l’episodio. Le porte del Lux, gestito dall’associazione “The Thing”, sono sigillate dal 31 gennaio.
Nella piazza virtuale di Facebook le adesioni per la riapertura del teatro hanno raggiunto i 3.000 like e centinaia sono le condivisioni, in progressivo aumento, per diffondere l’appello. Che vede, tra i firmatari, artisti, attori, musicisti, operatori culturali, docenti universitari, ricercatori. Tutti arruolati sul fronte che invoca il ritorno all’attività del teatro.
Il musicista “Al Coppà”, autore dell’appello che ha dato il via alla campagna, scrive: «Negli ultimi dieci anni ho suonato spesso in giro per l'Italia, e posso dire che è raro - se non rarissimo - trovare in un operatore culturale tanto entusiasmo, dedizione e rispetto. Rispetto degli artisti, rispetto del pubblico, rispetto della cultura. Chi come me il Lux lo conosce, chi come me ci ha suonato, ci ha recitato, ci ha presentato un libro, chi con The Thing ci ha collaborato, sa di cosa parlo. E sarà d'accordo con me. Chi il Lux lo frequenta, quelle migliaia di persone che lo rendono vivo, sa di cosa parlo. Penso che tutti dovrebbero sapere di cosa parlo. E spero che di fronte a questa tragedia imponderabile tutti sapremo stringerci intorno al Lux, e intorno a The Thing, affinché possano ricominciare a fare le loro attività al meglio, e con l'affetto che meritano».
Tra chi ha scelto di sostenere pubblicamente la riapertura del Lux, senza limitarsi a un’adesione formale, c’è la professoressa Maria Antonella Galanti, prorettore dell’ateneo ai rapporti con il territorio. «È una scelta di silenzio che rispetto e che capisco, di fronte alla tragedia della perdita di una vita umana – afferma la docente – Però mi dispiace tanto, anche per le due persone, Gabriele e Andrea, che gestiscono con competenza e passione il teatro Lux Pisa. Ho in progetto dei percorsi formativi condivisi con loro che dovrebbero coinvolgere anche i miei studenti del prossimo anno. Mi dispiace che questo luogo ora sia chiuso e silente e vorrei che le sue attività potessero riprendere presto. Questo piccolo grande spazio è da alcuni anni una realtà viva della nostra città in cui c'è posto anche per spettacoli non di cassetta, per attori non ancora molto conosciuti a livello mediatico, per laboratori teatrali di varia natura e per la riflessione critica. È uno spazio in cui si cerca di rendere attivo lo spettatore in mille modi diversi, pur nella fatica che comporta in questi tempi difficili per la cultura e lo spettacolo di qualità».(p.b.)
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