Sicurezza
Asilo, allarme in ritardo altre 3 maestre nei guai
Il sindaco Filippeschi ha chiesto al direttore generale di avviare l’iter disciplinare per le educatrici della sezione non coinvolta. Sapevano da tempo dei maltrattamenti
PISA. Altre tre maestre verranno probabilmente sospese. Se davvero sapevano da tempo dei comportamenti della Ori e delle colleghe, devono essere sanzionate: Palazzo Gambacorti non farà sconti a nessuno sull’asilo nido comunale finito sotto inchiesta per le violenze sui bambini. «Voglio vederci chiaro», ha detto il sindaco ai suoi consiglieri ieri dopo aver letto i verbali delle audizioni organizzate dalla dirigente dei servizi educativi Laura Nassi, colloqui in cui le insegnanti dell’altra sezione (quella non coinvolta dalle accuse) hanno fatto alcune ammissioni, confermando di essersi accorte anche in passato dei metodi utilizzati dalle maestre.
Le tre donne infatti solo il 19 gennaio scorso si sono decise a far presente ai carabinieri Sonia Ori, l’educatrice finita ai domiciliari con l’accusa di maltrattamenti, Donatella Castiglioni e Marcella Ricci, le due colleghe indagate per lo stesso reato, anche se già a maggio 2015 avevano discusso di atteggiamenti e modi troppo bruschi delle tre, richiamando soprattutto la prima. A Palazzo Gambacorti ci si chiede perché si sia aspettato tanto a lanciare l’allarme.
Per questo il sindaco ieri ha inviato al direttore generale una richiesta ufficiale per avviare la pratica di accertamento di un’eventuale incompatibilità ambientale delle tre testimoni. Una decisione che arriva proprio nel giorno in cui la Ori si è presentata davanti al gip Giuseppe Laghezza per l’interrogatorio di garanzia. Scena muta. La donna, 59 anni, ha scelto di restare in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari, e neppure si erano presentate dal pm Aldo Mantovani Ricci e Castiglioni, avvalendosi della facoltà di non rispondere. L'interrogatorio, inizialmente annunciato per stamani, è stato invece programmato per ieri probabilmente per evitare la presenza di giornalisti e fotografi. La donna, accompagnata dai suoi legali e senza scorta, ha raggiunto in mattinata il Tribunale per trattenersi alcuni minuti al primo piano nell'ufficio di Laghezza: il tempo necessario per sbrigare le formalità di rito, ma senza rispondere alle domande e senza fornire spiegazioni a quei video, girati con microspie e telecamere nascoste dai carabinieri, che la ritraggono mentre strattona e picchia i bambini. Domani mattina, mamme, padri e nonni si riuniranno alle 10 sotto Palazzo Gambacorti per un presidio organizzato da un gruppo di genitori (non dei bambini che frequentano l’asilo) per chiedere l’immediata adozione di provvedimenti che garantiscano la sicurezza dei piccoli che frequentano asili nido e scuole materne comunali.
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