Proteste
Vescovo deciso: Pacini ancora presidente
Braccio di ferro sulla nuova deputazione dell’Opera della Primaziale: Benotto non dà il via libera alle candidature politiche
PISA. Le spinte ministeriali al cambiamento vengono respinte con forza da piazza dell’arcivescovado. Monsignor Giovanni Paolo Benotto ha fatto la sua scelta: vuole la conferma di Pierfrancesco Pacini alla guida dell’Opera Primaziale pisana, la fabbriceria onlus no profit che sovrintende alla tutela e alla gestione della Torre Pendente e di tutti i monumenti e musei di Piazza dei Miracoli. L’arcivescovo non intende fare alcun passo indietro su questo punto. La legge gli assegna il compito di indicare due nomi e questo ha fatto: Pacini e monsignor Gino Biagini, pro-vicario generale della diocesi. Candidature espresse prima che venisse emanata la circolare del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione con una sorta di “invito” a non confermare almeno quei componenti che abbiano già svolto più di due mandati.
Proprio così, un “invito” e non un’imposizione. Anche perché la legge concordataria, così come un più recente decreto presidenziale, non pone alcun limite. Stabilisce che la deputazione, ovvero il cda dell’Opa, «sia composto da sette membri nominati per un triennio». Stop, nessun “tetto” esplicitamente indicato.
La circolare fa presente «che una buona prassi amministrativa suggerisce l’opportunità di procedere ad un rinnovo, almeno per quei componenti che abbiano già effettuato più di due mandati». Per quanto concerne i componenti di nomina ministeriale, «si segnala l’opportunità, alla scadenza dei cda, di procedere alla sostituzione di quei fabbriceri che siano già stati confermati una volta». La nota ministeriale si muove in punta di piedi di fronte ai dettami della vecchia legge.
E le norme, in più, dicono che i sette membri devono essere nominati «due dal vescovo diocesano e cinque dal ministero dell’Interno, sentito il vescovo diocesano». Monsignor Benotto, dunque, ha la parola finale su tutti i componenti della deputazione. Un ruolo a cui non intende rinunciare. A cominciare dal nome di Pacini, in carica dal 1999.
La situazione dunque è di stallo. Dal tavolo del prefetto non sono partite comunicazioni formali al ministro dell’Interno per le nomine. La lista del vescovo è stata bloccata dopo l’arrivo della circolare. E l’elenco della parte politica (Giovandomenico Caridi, Mirella Pellegrini, Antonio Strambi, monsignor Gino Biagini, Paolo Moneta, Giovanna Giannini, Luca Ciappi), quello senza la candidatura di Pacini, è ugualmente bloccato non avendo il via libera del vescovo. Il prefetto, considerata la situazione, ha chiesto la proroga della proroga (già un anno dalla scadenza) per verificare la possibilità di un’intesa molto complicata da trovare. Lo scenario ora più accreditato è quello di un “congelamento” ulteriore, forse sino a fine anno.
Cristiano Marcacci
Francesco Loi
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