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Pisa

Telefonate hard alle operatrici della centrale 118

Telefonate hard alle operatrici della centrale 118

Giovane denunciato dalla polizia ferroviaria per molestie «Ero in stazione di notte e mi annoiavo in attesa del treno»

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PISA. Un telefonista compulsivo che aveva scambiato la linea del 118 per una chat erotica. Richieste volgari e ripetute nelle sue attenzioni rivolte verso chi, il telefono, lo usa per le emergenze, dalla sicurezza alla salute.

L’ossessione da tastiera a sfondo sessuale di un campano di 29 anni è stata punita con una denuncia da parte della Polfer per molestie e interruzione di servizio di pubblica utilità.

È successo tutto intorno alle 3 del mattino quando gli agenti in servizio alla stazione hanno ricevuto un Sos dalla sala operativa del 118 con base a Pontedera. Un anonimo componeva il numero dedicato alle chiamate di emergenza e poi, in reazione alla voce femminile, scattavano le avances a luci rosse. In pratica invitava le operatrici a incontrarlo in stazione. Un appuntamento al buio illuminato, però, dalla polizia che è andata a cercarlo a colpo sicuro dopo che l’autore delle telefonate hard aveva svelato il luogo degli auspicati rendez vous amorosi. Fissava gli incontri in piazza della Stazione proponendo di fare sesso alle operatrici Asl. L’epilogo, meno suggestivo, è stato, invece, negli uffici della Polfer.

Da Pontedera è stata segnalata la presenza, nei pressi della stazione centrale, di un giovane dall'accento campano che, per tutto l'arco della serata e nelle prime ore della nottata, aveva composto il numero di emergenza 118, molestando le operatrici con espliciti inviti sessuali. Per risalire al telefonista a luci rosse, gli agenti della Polfer hanno chiesto al personale del 118 di chiamare il numero di telefono del molestatore in modo da poterlo intercettare una volta usciti dall’ufficio per controllare fuori dalla stazione. Mossa azzeccata. A quell’ora non c’era una folla in zona e quando hanno visto un giovane rispondere allo squillo del cellulare lo hanno fermato chiedendogli di mostrare il display con il numero chiamante: era quello della sala operativa del 118. Il telefonista si è ammutolito e dopo essere stato identificato si è beccato la denuncia. «Aspettavo il treno per Torino e non sapevo come passare il tempo» ha provato a raffazzonare una risposta che, alla fine, è stata coerente nella banalità dell’argomentazione con il livello del fastidio provocato al personale sanitario.

La sessione di squilli hard al 118 aveva avuto un prologo. Tra le 2 e le 3 per sei volte aveva telefonato, con lo stesso cellulare neanche oscurato nella numerazione in uscita, anche la sala operativa della questura, il 113. In quel caso nessuna pretesa sessuale. Solo chiamate mute.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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