Sicurezza
Rettorato, affondo di Aquaro: la vecchia gestione ha fallito
Nuovo candidato nella corsa per l’ateneo. È il direttore di Ingegneria Civile Attacco a Mancarella, erede di Augello: sulla didattica scelte poco trasparenti
PISA. È un altro ingegnere, ma Donato Aquaro non lancia il suo guanto di sfida ai piedi di Giuseppe Iannaccone, il prof ordinario di Ingegneria dell’Informazione, l’outsider che per primo è sceso in campo per la corsa al rettorato.
La lettera con cui ieri il direttore di Ingegneria Civile ed Industriale ha annunciato a tutta la comunità universitaria la sua candidatura sembra il segno di una faida aperta su un fronte più ampio. Uno scontro che certo attraversa Largo Lazzarino ma soprattutto punta dritto alla gestione di Massimo Augello e al suo erede, Paolo Mancarella, ex prorettore alla didattica e uomo da battere nella partita per Palazzo alla Giornata. Nella lettera, come hanno fatto fin qui quasi tutti i candidati usciti allo scoperto, Aquaro propone per il nuovo mandato da rettore un «forte e deciso rilancio dell’autonomia dei dipartimenti» criticando così la politica accentratrice del rettore, un leit motiv ormai della campagna elettorale; promette di reintrodurre il question time su temi di interesse comune; ma è soprattutto il documento che accompagna la missiva a configurarsi come una secca bocciatura del governo di Augello. Sette pagine in cui il capo di Ingegneria Civile stronca alcune delle scelte strategiche per l’ateneo operate negli ultimi anni.
È stata «deludente - scrive - l’organizzazione della didattica», è mancata «una ricognizione dell’offerta formativa per verificare se la crescita» dei corsi «fosse coerente con criteri di qualità, efficienza e rigore». Inoltre, sostiene il prof, si sono privilegiate soluzioni di tipo burocratico-amministrativo senza incidere sulla qualità dell’offerta». Di più: i dipartimenti sono stati isolati, spiega Aquaro, e «costretti a ratificare decisioni senza svolgere un ruolo di coordinamento». Ma ecco il passaggio più duro, quasi un atto d’accusa: «In questo contesto non sono mancate decisioni asimmetriche e poco trasparenti che hanno portato a disattivare corsi di studio in un caso e a mantenerli attivi in altri, pur in presenza di identiche criticità», tanto che «le non indifferenti risorse economiche sono state messe a disposizione dall’ateneo sulla base di criteri contabili, senza la verifica di quali erano le effettive necessità e senza monitoraggio sull’utilizzo ex post».
L’affondo non è solo diretto alla politica attuata in questi anni dal rettore, ma è anche una scudiscata all’avversario, Paolo Mancarella, prorettore alla didattica fino a pochi giorni fa. Il prof di Informatica ha dato le dimissioni proprio per partecipare alla corsa elettorale. Seppure la spaccatura fra gli ingegneri sembri determinata dalla doppia candidatura Iannaccone-Aquaro, si sa che una parte di Ingegneria potrebbe seguire Mancarella. Un primo campanello d’allarme si era acceso a fine settembre con la sconfitta di Marco Raugi, del dipartimento di Energia e delle costruzione, alle urne per il Cda. Così, se si aggiungono Mauro Tulli, direttore di Filologia e letteratura, e Saulle Panizza, vice di Scienze politiche, adesso sono cinque i competitor ufficialmente in campo per il dopo-Augello.
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