Attenzione
«Pfanner, lo psichiatra gentile»
Giovanni Cioni: arrivai alla Stella Maris perché c’era lui. Stamani il funerale a Lucca
PISA. «L’ho conosciuto negli ultimi anni della sua missione di scienza e di amore in Stella Maris. Mi ha sempre colpito la sua capacità di saper rappresentare con grande intelligenza, entusiasmo e stupore ogni argomento scientifico, culturale, umano o spirituale. Con questo suo modo così elegante ed autorevole, faceva percepire a tutti l’importanza ed il senso delle cose».
Così Giuliano Maffei, presidente della Fondazione Stella Maris, ricorda il professor Pietro Pfanner, fondatore della struttura impegnata nella cura e il sostegno di bambini e ragazzi disagiati. Uno dei massimi esperti mondiali di neuropsichiatrina, Pfanner è morto lunedì a Cisanello a 86 anni. I funerali del luminare si svolgeranno oggi alle 10.30 nella chiesa di San Frediano, nel centro storico di Lucca, la sua città natale. «Un vero maestro carismatico - continua Maffei - che ha avuto il privilegio di poter donare a tanti bambini e famiglie provenienti da ogni parte d'Italia una migliore qualità della vita ed una speranza. Continueremo la sua opera nelle strade che ci ha indicato con i valori che ci ha trasmesso».
«Come tanti medici, psicologi, colleghi di altre professioni, studenti che volevano cambiare il futuro dei bambini affetti da disturbi del sistema nervoso - racconta Giovanni Cioni, ordinario di Neuropsichiatria infantile dell’Università di Pisa e direttore scientifico della fondazione Stella Maris - sono venuto a Pisa da un’altra città e da un’altra università per studiare con Pfanner qui, da lui fondata più di 50 anni fa e fatto diventare il più grande ospedale per la neuropsichiatria infantile del nostro paese. Sono stato poi tra quelli che hanno avuto la fortuna di poter restare al suo fianco per tanti anni, apprezzando ogni giorno di più il suo rigore scientifico, il suo impegno sociale per l’uomo, i suoi continui riferimenti alla cultura, di cui era colmo grazie ai suoi studi e alla sua curiosità per la filosofia, la musica, la letteratura». Pfanner era capace di entusiasmarsi per le novità della ricerca e di entusiasmare i suoi allievi, racconta Cioni, ma anche di grande misura ed equilibrio.
«Le lezioni che ci lascia sono tante e grande la responsabilità di continuare nel suo nome il difficile compito della ricerca e della cura dei tanti bambini ed adolescenti che giungono presso il nostro istituto».
Cordoglio anche dall’università. «Con la scomparsa del professor Pfanner - dice il rettore Massimo Augello - l’Università di Pisa perde uno dei suoi luminari più illustri. Subito dopo la laurea a Roma, il professor Pfanner si è trasferito a Pisa, nella Clinica delle malattie nervose e mentali dell'Università, dove ha iniziato la sua carriera accademica. Ordinario di neuropsichiatria infantile dalla metà degli anni '70, ha ricoperto prestigiosi incarichi nella facoltà pisana di Medicina e Chirurgia, fino a essere insignito dell’ordine del Cherubino dall’Ateneo nel 1998. Docente e medico tra i più apprezzati a livello nazionale e internazionale, il professore ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della Scuola pisana di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, che è conosciuta in tutto il mondo. Alla sua famiglia vanno le commosse condoglianze da parte dell'Università di Pisa».
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