Il Tirreno

Pisa

Dopo anni di “lotta” la via del Mare diventa pubblica

di Mario Neri
Dopo anni di “lotta” la via del Mare diventa pubblica

Storico accordo fra i Salviati e il Comune di Vecchiano Fu per decenni un terreno di sfida per la classe operaia

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VECCHIANO. Per i ragazzi e gli uomini del paese era una specie di frontiera. Chi riusciva a superarla indenne, addentrandosi nel bosco senza venir preso per il bavero dagli sgherri dei “signori”, non solo aveva conquistato le spiagge e una giornata dietro le dune spinose, ma aveva trovato un pertugio per la rivoluzione.

“Via della lottizzazione” la chiamò il giornalista Antonio Cederna sul Corriere della Sera, perché la via del Mare è rimasta famosa nella storia di Vecchiano per questo: «Fra gli anni ’50 e ’60, se fosse stato approvato il piano di lottizzazione voluto dalla Dc e dal Psi, oggi a Marina ci sarebbero palazzi e cemento, e forse il Parco di San Rossore e Migliarino non esisterebbe», racconta il sindaco Giancarlo Lunardi. Ma quegli otto chilometri «per un po’ hanno rappresentato anche la lotta proletaria contro i padroni», continua il sindaco, perché così venivano percepiti i Salviati, proprietari e “signori” di una macchia sconfinata e dell’unica strada per attraversarla. Era la rotta verso il mare, gli svaghi, il simbolo dell’evasione per una classe operaia e contadina che cercava riscatto. Così sabato mattina alla 10, a Migliarino, in qualche modo si celebra una data storica. Verrà apposto un nuovo cartello.

Dopo anni di schermaglie legali, i Salviati hanno riconosciuto, con un contratto firmato con il Comune qualche giorno fa, l’uso pubblico della via del Mare. «Dopo oltre 50 anni - dice Lunardi - grazie alla sensibilità della famiglia, si raggiunge una certezza per i cittadini della zona e per i turisti, oltre che per le attività sul litorale». Per anni i Salviati si sono rifiutati di cedere, sebbene dagli anni ’70 in poi a nessuno fu più impedito di percorrerla. Era il Comune ad occuparsi della manutenzione e per anni ha tentato, promuovendo cause legali, di ottenere il rimborso delle spese. Buchi nell’acqua. Certo, negli anni ’50 i fiorentini si facevano rispettare. «E non capitava raramente che qualcuno venisse sorpreso e accompagnato in caserma dalle guardie. Del resto quelle incursioni verso il mare erano una sfida alla grande proprietà». Che poi quelle venti guardie sono state le prime che abbia avuto il Parco, racconta il sindaco. La via del Mare è stata in qualche modo la linea di demarcazione fra due epoche politiche.

Sul Corsera, Cederna l’aveva individuata come la strada che avrebbe favorito la cementificazione se fosse stato dato il via libera al piano di lottizzazione delle terre vicine alla tenuta. Ne fece una campagna giornalistica, la prima battaglia ambientalista della Repubblica, legata a doppio filo alla nascita del Parco. «Io distribuivo i volantini per l’istituzione dell’area protetta - dice Lunardi - Il mio maestro fu Tiziano Raffaelli, ma anche il Pci pisano mostrò, in anticipo su altre federazioni, una sensibilità ambientalista». Poi nell’86 Lunardi da assessore scoprì di aver avuto un alleato importante. Da ministro della difesa, arrivò in visita a Vecchiano Giovanni Spadolini. «Fra il ’68 e il ’72, proprio durante le battaglie di Cederna, era stato direttore al Corsera. E mi disse: “Oh Vecchiano, ci ho preso una denuncia per difendere questo posto e la strada, ma ne sono orgoglioso”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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