Italia
Chiusura della motorizzazione: l’appello del personale
PISA. «La chiusura della motorizzazione di Pisa provocherà enormi disagi per i dipendenti, ma soprattutto per l’utenza che vedrà sparire dalla provincia di Pisa, la seconda per estensione in Toscana,...
PISA. «La chiusura della motorizzazione di Pisa provocherà enormi disagi per i dipendenti, ma soprattutto per l’utenza che vedrà sparire dalla provincia di Pisa, la seconda per estensione in Toscana, un servizio fondamentale». Il personale dell’ufficio provinciale della motorizzazione di Pisa lancia l’allarme chiusura e si appella a sindacati ed istituzioni per scongiurare il trasferimento di dipendenti e attività nelle sedi di Lucca e Livorno. Il piano di razionalizzazione della logistica stilato ad inizio anno dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede «il rilascio dell’ufficio di Pisa» e la ripartizione dei servizi e del personale tra le sezioni di Lucca e Livorno. I circa 180.000 euro versati annualmente per l’affitto della sede di via Lenin sono, secondo il ministero, un costo eccessivo da tagliare per assicurare una riduzione di almeno il 50% della spesa per le locazioni passive che lo stesso ministero si è posto come obiettivo per il 2016.
«Si ricorda - sottolineano i dipendenti in un documento inviato ai sindacati - che i servizi erogati al territorio vanno dagli esami per il conseguimento di tutte le categorie di patenti, che annualmente interessano circa 15.000 persone, al controllo e sicurezza della circolazione in collaborazione con prefettura, organi di polizia e con la commissione medica provinciale; dalle revisioni annuali e periodiche degli automezzi pesanti e leggeri ai collaudi degli autoveicoli; dall’albo provinciale degli autotrasportatori ai controlli sull’efficienza dei mezzi pubblici e scuolabus al servizio di ispettorato sulle autoscuole e sulle officine autorizzate». Servizi che con la chiusura della struttura di San Martino a Ulmiano (se concretizzata sarà l’unico ufficio provinciale sul territorio nazionale ad essere soppresso) verrebbero a mancare. Secondo i dipendenti il trasferimento delle attività in uno stabile di proprietà pubblica non utilizzato (è stata proposta anche l’ex sede Inpdap di viale Bonaini) potrebbe rappresentare una soluzione per risparmiare sui costi di locazione e garantire «almeno l’erogazione dei servizi essenziali amministrativi e tecnici alla popolazione senza che quest’ultima sia costretta a sobbarcarsi ulteriori costi per gli spostamenti o doversi appoggiare a terzi per ottenere servizi che lo Stato non può più garantire sul territorio».
Domani, durante un tavolo nazionale, il ministero illustrerà e discuterà il piano di razionalizzazione ai rappresentanti sindacali che cercheranno di puntare l’attenzione sulle soluzioni alternative alla chiusura della motorizzazione pisana.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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