Il Tirreno

Pisa

Sopralluogo nel teatro Lux di avvocati e consulenti

Sopralluogo nel teatro Lux di avvocati e consulenti

Le mosse della difesa dei quattro indagati per la morte del giovane attore L’autopsia iniziata ieri mattina proseguirà anche oggi a medicina legale

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PISA. Un’autopsia in due tempi e un sopralluogo, imminente, da parte di legali e consulenti nel teatro in cui si è consumata la tragedia. È iniziata ieri all’istituto di medicina legale l’esame sul corpo di Raphael Schumacher l'attore 27enne di Brunate (Como) rimasto strangolato in scena al teatro Lux nella notte tra sabato 30 e domenica 31 gennaio.

L’autopsia ieri e oggi. L’espianto di diversi organi ha richiesto l’impegno dei consulenti, Chiara Toni per la Procura e Marco Di Paolo per i quattro indagati per omicidio colposo, anche per stamani dopo la prima attività svolta ieri mattina.

Dovranno essere completati alcuni esami radiologici, oltre a quello del cuore espiantato per la donazione, in aggiunta agli accertamenti istologici e tossicologici. Che sia morto per strangolamento è un dato oggettivo. L’autopsia servirà per chiarire se ci sono stati altri fattori concomitanti o pregressi all’evento concluso in tragedia dopo cinque giorni di coma.

Il sopralluogo. È intenzione di difensori (avvocati Tiziano Checcoli, Francesco Marenghi e Giulia Padovani) e consulente degli indagati di svolgere un sopralluogo nel teatro Lux per prendere visione, per la prima volta con un incarico ufficiale, della scena in cui Raphael è stato trovato con il cappio al collo. L’area da visitare è quella del cortile esterno. Di quella notte è rimasto solo l’albero di fico dove l’attore aveva legato la corda per la scena finale del suo monologo sul disagio adolescenziale che si chiude con il suicidio del protagonista. Il cubo e la corda se li era portati il 27enne comunicando all’ultimo momento ai gestori del teatro e della serata, l’associazione “The Thing”, la decisione di usare il nodo scorsoio al posto della pistola come, invece, indicato nel testo e come lui stesso aveva recitato nelle rappresentazioni precedenti.

Le posizioni. Per la difesa dei quattro indagati la serata “Miraggi” non aveva la caratteristiche del pubblico spettacolo a cui applicare la normativa sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Opposta la valutazione della Procura secondo la quale nel momento in cui è stato allestito lo spettacolo c'era un obbligo formale di garantire sicurezza e vigilanza. A maggiore ragione se Raphael Schumacher aveva cambiato il finale del suo monologo passando dall'uso della pistola per inscenare il suicidio del protagonista all'impiccagione portando con sé la corda.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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