La manifestazione
Maestre indagate, niente interrogatorio
Le due educatrici colleghe di Sonia Ori non si sono presentate in Procura. I legali prima vogliono leggere gli atti
PISA. Le due maestre indagate non sono comparse la mattina di martedì 9 gennaio davanti al magistrato che le accusa di maltrattamenti nei confronti di alcuni bimbi dell’asilo nido. Un fax inviato dai legali che le assistono ha chiarito le intenzioni delle due dipendenti comunali sospese dal 4 febbraio.
È la scelta maturata la sera di lunedì 8 febbraio da Donatella Castiglioni, di Cascina e Marcella Ricci, di Agnano, entrambe 59enni, al termine di una lunga riunione con i legali Francesco Marenghi e Giulia Padovani. Le due educatrici non si sono presentate in Procura.
«Le nostre clienti vogliono spiegare e chiarire – dichiarano gli avvocati –, ma il nostro consiglio è stato quello di attendere. Prima vogliamo leggere bene gli atti per capire l’origine delle accuse. Poi ci presenteremo senza indugio dal magistrato. Ora l’interrogatorio è prematuro perché non abbiamo, né conosciamo i documenti. Stiamo parlando, da quello che leggiamo anche noi dalla stampa, di episodi limitati in un arco di tempo comunque ampio».
Le posizioni di Castiglioni (4 episodi addebitati) e Ricci (11 casi) sono ritenute laterali, ma non per questo esenti da contestazioni penali, dalla Procura che le ha indagate nell’ambito dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari Sonia Ori, 59 anni, nata a Sillano, residente a Pisa, accusata di 19 episodi di maltrattamenti dal 30 novembre al 13 gennaio nei confronti di nove bimbi, di cui uno disabile.
Una condotta che per la Procura ha assunto le forme di una ripetizione di atti tale da far scattare la richiesta di arresto eseguita dai carabinieri la mattina di giovedì 4 febbraio.
Giovedì 11 febbraio è in programma, invece, l’interrogatorio di garanzia con il gip, Giuseppe Laghezza per la Ori, assistita dall’avvocato Alessandra Papineschi. In quella sede deciderà se avvalersi della facoltà di non rispondere o se parlerà chiedendo una misura alternativa ai domiciliari.
Intanto, ieri mattina alcune coppie di genitori con figli al nido finito al centro dello scandalo, si sono presentate in Procura accompagnate da un sottufficiale del nucleo investigativo per incontrare, come parti offese, il sostituto procuratore, Aldo Mantovani.
Alle coppie sono stati mostrati i video per confermare l’identità dei piccoli vessati dall’educatrice dalla mano pesante e dalla pazienza ormai svanita.
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