Il Tirreno

Pisa

Botte all'asilo, il nido resta semivuoto: solo in 8 in classe

di Danilo Renzullo
Botte all'asilo, il nido resta semivuoto: solo in 8 in classe

Sono arrivate le nuove insegnanti, ma le mamme tengono a casa i figli. Lo sfogo della donna che ha scoperto dal video le violenze subite dal suo bambino: «Non lo manderò più in nessuna struttura del territorio»

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PISA. È quasi ora di pranzo. Le addette alla refezione preparano in una piccola stanza i piatti che questa volta i bambini potranno anche lasciare intatti, senza subire angherie o essere imboccati con la forza. Allestiscono la sala mensa. La stessa che per mesi ha fatto da scenario a quelle registrazioni dei carabinieri che hanno consegnato un trailer violento di un film fatto di sopraffazioni e soprusi reiterati su almeno nove bambini. Non c’è fretta, né la solita confusione.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.12914822:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/02/07/news/basta-ingoia-questa-roba-picchiati-e-imboccati-a-forza-1.12914822]]I piatti vengono preparati con calma e con altrettanta compostezza vengono serviti in una sala colorata, ma semideserta. Solo otto bambini nel giorno di riapertura dell’asilo nido diventato negli ultimi mesi teatro di maltrattamenti e prevaricazioni su bambini da uno a tre anni hanno varcato il cancello di metallo che cinge quella struttura scolastica di periferia. Ancor meno si accomoderanno ai piccoli tavoli per consumare il pranzo. Il primo senza la rigida supervisione di Sonia Iacopa Ori, 59 anni, la decana delle educatrici finita agli arresti domiciliari. La prima volta anche senza le sue due colleghe Marcella Ricci e Donatella Castiglioni, sessantenni, anche loro indagate e sospese dal servizio. Dopo mesi, i piccoli hanno potuto assaporare la gioia di sedersi a tavola senza il timore di subire la presenza di adulti dal pugno di ferro, né la paura di sentire sul proprio corpo il peso di quelle mani trasformate nello strumento per costringerli a mangiare, per silenziare il loro innocuo entusiasmo infantile o per spegnere pianti e lamenti. Il tutto condito da umiliazioni ed urla.

Piove. L’acqua cade copiosa e sembra quasi voler cancellare quel recente passato che continua a scorrere negli occhi di decine di genitori, la maggior parte dei quali ha preferito trattenere almeno per un giorno in più i propri figli a casa. Quattordici bambini sui ventidue frequentanti ieri sono rimasti tra le mura domestiche.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.12914632:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/02/07/news/il-comune-ha-gia-deciso-le-tre-maestre-saranno-licenziate-1.12914632]]Lo sconcerto e la rabbia della maggior parte delle famiglie ha prevalso sulla risposta dell’amministrazione comunale che in pochi giorni ha attuato una radicale riorganizzazione del servizio con la sostituzione dell’intero staff di educatori, compresa la maestra di sostegno (estranea ai fatti) sostituita dalla cooperativa esterna che fornisce il servizio. L’adiacente scuola d’infanzia non ha invece subito un possibile contraccolpo: i piccoli studenti si sono regolarmente recati a scuola e le attività non hanno subito alcuna variazione.

L’asilo nido è avvolto dal buio del cielo tempestoso e da un’irreale silenzio. Lo stesso che trattiene chiuse le bocche dei pochi genitori che si avvicinano a quella struttura per riportare a casa i figli prima dell’orario di pasto, molti dei quali non rivedranno più - almeno in quell’edificio scolastico di periferia - alcuni dei loro piccoli amici. «Mio figlio non metterà più piede in quell’asilo, né in altri del territorio», dice sconsolata una mamma che ha scoperto dal video diffuso la scorsa settimana dai carabinieri le violenze subite dal figlio di due anni.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.12927893:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/02/09/news/maestre-indagate-niente-interrogatorio-1.12927893]]Lo stesso che è in attesa di visionare integralmente in compagnia di un avvocato che valuterà le possibili azioni legali da intraprendere nei confronti di una o più maestre. «Non ho più fiducia», aggiunge. E la scelta si ripercuoterà anche sull’altra figlia - iscritta in un altro nido della città -, che negli ultimi mesi è finita – fino a pochi giorni fa inspiegabilmente - nel mirino del fratellino, che probabilmente scaricava sulla sorella i soprusi subiti a scuola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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