Il Tirreno

Pisa

Alla Primaziale lista di candidati senza Pacini

di Cristiano Marcacci e Francesco Loi
Alla Primaziale lista di candidati senza Pacini

Il ministero insiste: limite alle riconferme Caridi o Pellegrini il nuovo presidente

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PISA. Il cerchio si stringe. La rosa dei sette candidati è pronta. Soprattutto, è già arrivata sui tavoli che contano. E la novità più evidente è che non vi si legge il nome di Pierfrancesco Pacini. La battaglia per la nuova deputazione dell’Opera della Primaziale - la fabbriceria onlus no profit che sovrintende alla tutela e alla gestione della Torre Pendente e di tutti i monumenti e musei di Piazza dei Miracoli - è al punto di svolta. Anche se non è ancora il momento di passare alla formalizzazione.

Le diplomazie si sono mosse. La parte politica incaricata di affrontare, e risolvere, la vicenda si è battuta a fondo. Ma il braccio di ferro non è ancora del tutto concluso: la politica (in prima fila il Pd renziano) da una parte, l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto dall’altra. Benotto vorrebbe andare avanti con Pacini alla guida dell’Opera della Primaziale, come avviene ormai dal 1999. Ma dal ministero degli Interni insistono: stop agli incarichi (in tutte le fabbricerie d’Italia) dopo due mandati. E Pacini ha largamente superato quel limite. Le diplomazie dovranno lavorarci ancora un po’, le resistenze da piazza dell’Arcivescovado proseguono, ma i rumors più recenti danno la strada ormai come imboccata. Quasi impossibile tornare indietro. La lista è pronta e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, una volta ricevuta, non farà altro che firmarla. Senza ulteriori discussioni.

Ricordiamo come funziona il meccanismo delle nomine. La deputazione (in pratica il cda dell’Opera) si compone di sette membri, due dei quali vengono nominati dal ministero su indicazione dell’arcivescovo di Pisa (uno di sua scelta e uno indicato dal Capitolo della Primaziale). Per gli altri cinque la nomina avviene secondo quanto previsto dalla legge per gli enti di diritto pubblico e formalmente la scelta compete al ministro degli Interni su indicazione del prefetto.

Nella lista viene rispettata la volontà di Benotto di andare, almeno parzialmente, in continuità. Così, i nomi dell’arcivescovo sarebbero due conferme: monsignor Gino Biagini, pro-vicario generale della diocesi, già parroco di Zambra ed Oratoio, oltre che canonico onorario della Cattedrale; e la ragioniera Giovanna Giannini, dirigente della Prefettura di Pisa, ora vicepresidente dell’Opera della Primaziale.

Tra gli altri cinque candidati, invece, una sola conferma: il professor Paolo Moneta, docente di diritto canonico all’Università di Pisa, l’unico laico scelto da papa Bergoglio per far parte della commissione sulla riforma del matrimonio. I nomi nuovi corrispondono anzitutto a quelli di Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli Spa, la società pubblica (controllata da Comune, Provincia e Camera di Commercio) che gestisce il canale omonimo e l’area della Darsena Pisana; la sua esperienza alla Navicelli si concluderà con l’approvazione del bilancio 2015, dunque intorno al prossimo mese di maggio. Spicca anche la candidatura di Mirella Pellegrini, pisana, docente di Diritto dell’economia presso il Dipartimento di Impresa e Management dell’Università Luiss di Roma.

Caridi e Pellegrini sono i più accreditati come successori di Pacini nella carica di presidente dell’Opa. Entrambi vicini e graditi agli ambienti renziani dei democratici, si giocheranno le rispettive carte migliori in una volata dal pronostico ancora incerto.

Completano l’elenco dei sette Luca Ciappi, assessore al bilancio del Comune di Pisa dal 1990 al 1994, ed ex presidente di ConfcommercioPisa; e Antonio Strambi, medico, già magistrato della Misericordia di Pisa, membro del consiglio dell’ordine dei medici e presidente nazionale della Società San Vincenzo de’ Paoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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