Sicurezza
«Mi avevano promesso 50.000 euro»
Paolo Varagnolo (nella foto) ha un lungo passato di inciampi con la giustizia. «Un curriculum criminale costellato da una miriade di precedenti per reati di diversa tipologia» scrive il giudice...
Paolo Varagnolo (nella foto) ha un lungo passato di inciampi con la giustizia. «Un curriculum criminale costellato da una miriade di precedenti per reati di diversa tipologia» scrive il giudice Giuseppe Laghezza nelle motivazioni della sentenza.
Il 61enne veneziano non ha avuto difficoltà a confessare dichiarando di aver avuto in uso lo yacht dal proprietario dal quale era stato assunto per la sua attività di skipper.
Durante il viaggio verso la Spagna, quello che è stato considerato l’ispiratore dell’operazione aveva confidato all’altro skipper, Mauro Loconsolo, di aver “messo del peso a bordo”.
Un linguaggio sottinteso con cui Varagnolo, stando a quanto riferito nel corso dell’istruttoria, aveva ammesso la natura illecita della spedizione con andata e ritorno via mare tra Italia, Francia e Spagna.
Loconsolo si era lamentato, così ha fatto mettere a verbale, della “sorpresa” rivelata dallo skipper veneziano che, versandogli 3.000 euro, (in aggiunta ai 5.000 già concordati) aveva risolto ogni scrupolo del compagno di viaggio. E, con il senno di poi, di sventure.
È probabile che le modifiche nello scafo per ospitare il carico siano state fatte a Viareggio prima di dirigersi verso Palamos, in Spagna, dove stando alle dichiarazioni di Varagnolo, un certo “Francesco” gli aveva offerto di trasportare l’hashish in Italia pagandolo 50.000 euro, 10.000 subito e il resto all’arrivo in Italia.
Un saldo mai avvenuto dopo l’intervento della polizia che aveva mandato in fumo il carico da narcotrafficanti.(p.b.)
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