Il Tirreno

Pisa

lettere e interventi

l’ex educatrice Le responsabili subito licenziate Giù le mani dagli esseri indifesi! Le recenti , sconcertanti vicende degli " orrori " perpetrati all'interno del nido comunale da una maestra - ora...

4 MINUTI DI LETTURA





l’ex educatrice

Le responsabili

subito licenziate

Giù le mani dagli esseri indifesi! Le recenti , sconcertanti vicende degli " orrori " perpetrati all'interno del nido comunale da una maestra - ora agli arresti domiciliari- e da due colleghe indagate, mi hanno molto indignata sia come cittadina ma soprattutto come ex educatrice del Comune Pisa. Dal lontano 1977- anno in cui sono stata assunta alle dipendenze dell'amministrazione comunale e fino al 1997- ho dedicato vent'anni al servizio dei ragazzi. Bambini delle scuole elementari - di Coltano prima e delle Biagi poi - ragazzi disabili della scuola "De Sanctis " ed alunni affetti da emofilia ospitati periodicamente presso l'ospedale Santa Chiara di Pisa. Anni di stretto contatto con utenze anche “particolari” che mi hanno dato tantissimo sia sul piano umano che professionale. Il lavoro di educatrice, se svolto così come dovrebbe essere, è un arricchimento giornaliero continuo, e i bambini / ragazzi meritano il massimo rispetto. Le immagini trasmesse dalle videocamere installate dai carabinieri all'interno della struttura sono da brivido. Ma si può prendersela con esseri così fragili e indifesi? Vergogna! I responsabili devono essere licenziati seduta stante e poi passare il resto dei giorni in galera, senza se e senza ma. Ma chi doveva controllare queste “persone” - che di umano non hanno proprio niente - e cioè i dirigenti comunali (compresa l'assessore Chiofalo ) e i dirigenti scolastici dov'erano? Forse a sedere sulle “comode poltrone” senza tutela di esseri indifesi! A Sonia Iacopa Ori - che si apprende dalla stampa essere conosciuta in Garfagnana perché proprietaria di numerosi appezzamenti agricoli- una domanda: “Perché non sei andata a zappare la terra lasciando così il posto a qualche maestra seria e sensibile che avrebbe sicuramente dato molto, molto ai piccoli?”. Ai genitori dei bimbi maltrattati va ovviamente la mia solidarietà. La scuola infatti dovrebbe essere il luogo privilegiato di accoglienza, a cui i genitori affidano i loro piccoli in tranquillità. La stessa solidarietà deve andare a tutti quegli insegnanti - e sono tanti - che ogni giorno si dedicano a questo delicato lavoro con dedizione ed impegno. In ultima analisi, poi, se un'educatrice si sente stressata, e non se la sente più di continuare in una professione di certo non facile, perché non chiedere il trasferimento invece di riversare le sue frustrazioni su bambini che non hanno nessuna colpa?

Filomena Toscano

la capogruppo di sel

Bimbi-merci nel negozio

videosorvegliato

Per me, come per tanti altri genitori, l'esperienza del nido nella nostra città è stata un'occasione di partecipazione e di crescita a una comunità educante intensa e positiva. Allora c'erano le telecamere a tutelare la sicurezza e il benessere dei bambini? No, c'era la comunicazione costante tra tutti i soggetti in campo, c'era la fiducia, c'era il collettivo delle insegnanti che rifletteva insieme. Credo che nonostante la cura dimagrante imposta ai servizi pubblici comunali, i nidi siano ancora oggi un luogo di qualità, ma quanto accaduto ci deve interrogare per trovare gli antidoti alla violenza. Lasciando chiaramente che a compiere questo passaggio siano prima di tutti coloro che dentro i nidi lavorano e le famiglie che oggi li utilizzano. Ma siamo tutti coinvolti, perché i servizi educativi sono patrimonio della città. Dovremmo quindi chiederci se vi sia, come è naturale, un invecchiamento delle équipe che lavorano nei nidi pubblici e prevedere forme di mobilità per collocare quelle maestre che dopo tanti anni di lavoro frontale si sentono a rischio di burnout. Dovremmo capire se dentro il nido gli operatori hanno il tempo di curare la comunità educante che è il primo, anche se non l'unico, soggetto che deve esercitare forme di controllo sul proprio operato. Dovremmo ragionare sul sistema delle verifiche e supervisioni sul lavoro delicato della insegnante di nido e scuola materna. Oggi si propongono le telecamere perché il paradigma di riferimento è il negozio videosorvegliato, come se i bambini fossero merci anche se molto preziose e le insegnanti commesse. Trovo particolarmente strano che il dirigente di una cooperativa di servizi faccia la proposta di istallare le telecamere nei nidi perché colgo in questa proposta più la preoccupazione di gestire eventuali contestazioni che di riaffermare il primato della buona organizzazione e della formazione degli operatori come prevenzione e controllo di derive individuali violente.

Simonetta Ghezzani

capogruppo Sel

in consiglio comunale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze