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Nasce su Facebook profilo contro la Ori poi viene rimosso

Nasce su Facebook profilo contro la Ori poi viene rimosso

L’indignazione verbale diventa sfogo triviale. E Facebook si offre come piattaforma rapida e ospitale. Solo per qualche ora. Nel tardo pomeriggio il profilo viene rimosso. «Questa pagina è gestita...

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L’indignazione verbale diventa sfogo triviale. E Facebook si offre come piattaforma rapida e ospitale. Solo per qualche ora. Nel tardo pomeriggio il profilo viene rimosso.

«Questa pagina è gestita da una persona che da piccola ha subito lo stesso tipo di violenza da parte di una maestra» era la giustificazione per aprire un collettore di insulti e minacce di morte all’indirizzo dell’educatrice Sonia Ori (nella foto) accusata di maltrattamenti verso nove piccoli di un asilo nido.

Il florilegio di offese era un’antologia di bassi istinti dove si passava dall’augurare la morte, con tanto di bara postata in bacheca, alla denigrazione più becera.

Un linciaggio virtuale con strumenti moderni, ma dai contenuti antichi. È l’indignazione, che diventa reazione scomposta, ha fatto prendere la mano all’opinione pubblica che sulla tastiera vomita rabbia e invettive. Un’ingiuria dilagante e ripetuta. Un signore, fuori dal coro, aveva scritto: «Non voglio offendere nessuno. Vorrei solo chiedere a questa donna perché lo ha fatto». Un lampo di umanità, isolato e lontano dal plotone di esecuzione nato su Facebook. (p.b.)

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