Il Tirreno

Pisa

E ora mettiamo le telecamere

Raccolta di firme per presentare in consiglio una mozione d’iniziativa popolare

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PISA. Proposte e polemiche. I fatti accaduti nell’asilo nido accendono il dibattito sull’uso dei dispositivi di sicurezza e controllo, ed in particolare sulla possibilità di installare sistemi di videocamere nelle strutture educative. Raffaele Latrofa, consigliere comunale del Nuovo Centrodestra, lancia una raccolta firme per presentare in consiglio comunale una mozione di iniziativa popolare sulla sicurezza negli asili nido e nelle scuole materne comunali e per impegnare il sindaco e la giunta a mettere in atto «tutte le procedure previste dalla legislazione (compreso il regolamento del consiglio comunale) per individuare celermente eventuali responsabilità di dipendenti e di amministratori del Comune». Latrofa chiede inoltre «di programmare con la massima celerità l’installazione di dispositivi di sicurezza e controllo». A supporto dell’installazione di sistemi di controllo è stata lanciata anche una petizione on line che ha raccolto oltre 4.500 firme. Lo stesso ha fatto Giancarlo Freggia, presidente della cooperativa sociale Paim, che ha ribadito la «necessità» delle telecamere nelle strutture che ospitano soggetti fragili. «È una proposta che avevamo già fatto, ma che finora non è stato possibile realizzare, anche per la resistenza dei sindacati», ha detto Freggia, che ha incassato la replica della Fp-Cgil. «Dichiarazioni fuorvianti e non veritiere», sottolinea Michele Orsi, segretario della Fp di Pisa, ribadendo «la netta condanna di atti di violenza inimmaginabili compiuti ai danni di bambini piccolissimi ed indifesi». «Non ci risulta – prosegue – che il presidente della cooperativa Paim abbia mai ritenuto opportuno aprire una seria discussione con le istituzioni, le stazioni appaltanti, le organizzazioni o le rappresentanze sindacali per l'installazione di impianti di controllo. L'affermazione (di Freggia, ndr) rientra nella logica di chi pensa, sull'onda dell’emotività, di poter far passare l'idea che è possibile affrontare anche le dinamiche educative controllando tutto e tutti, in ogni momento e in ogni luogo, anche in bagno, in un contesto – conclude Orsi – di gestione di rapporti e di relazioni da padre-padrone».(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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