Il Tirreno

Pisa

Telecamere nelle aule, valanga di firme

di Danilo Renzullo
Telecamere nelle aule, valanga di firme

In poche ore ne sono state raccolte 3.600 e sono state inviate all’assessore regionale all’istruzione Emmanuele Bobbio

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PISA. «I bambini non si toccano». Oltre 3.600 firme raccolte in poco più di un giorno e una lettera all’assessore regionale all’istruzione Emmanuele Bobbio per chiedere di mettere in campo tutti i provvedimenti possibili per prevenire eventuali altri casi di violenze e maltrattamenti sui bambini. Le mamme si uniscono in rete e sul web si mobilitano con una petizione - promossa sul portale internet change.org da un gruppo Facebook di madri pisane e toscane - che in meno di un giorno ha raccolto oltre 3.600 firme, inviate ieri mattina alla Regione per chiedere di tutelare in tutti i modi possibili i bambini, anche attraverso l’installazione obbligatoria di telecamere negli asili nido e nelle scuole materne. «Non intendiamo stare con le mani in mano - spiegano -. Ieri mattina (giovedì per chi legge, ndr) ci siamo alzate tutte con una brutta sveglia: Sonia Ori, maestra dell’asilo a Pisa, è stata arrestata per maltrattamenti perpetrati su bambini da uno a tre anni.

Iniziano ad essere troppe le storie che si assomigliano. I bambini vanno tutelati con qualsiasi arma in nostro possesso e noi non vogliamo tirarci indietro e stare a guardare. Non vogliamo più tollerare queste situazioni - continuano -: dobbiamo tutelare i nostri figli». Le firme sono state inviate ieri all’assessore Bobbio con lo scopo di chiedere un immediato intervento della Regione per prevedere «l’istallazione obbligatoria di telecamere ed altri strumenti di controllo all’interno di asili nido e scuole materne».

«Chiediamo inoltre - spiegano i firmatari - che il personale venga visionato con perizie psichiatriche e attitudinali. Infine, qualora vengano riscontrati comportamenti illeciti, non solo la diretta responsabile deve essere allontanata e rispondere penalmente dei propri gesti, ma anche coloro che sono a conoscenza della situazione ma che non hanno agito segnalando e denunciando i maltrattamenti devono essere trattati alla stregua dei protagonisti».

Per assicurare la tutela dei bambini, ma anche degli anziani, dei disabili e di tutte le categorie più deboli, anche Giancarlo Freggia, presidente della cooperativa sociale Paim, si schiera a favore dell’installazione delle telecamere nelle strutture socio-educative. «Un provvedimento necessario», dice Freggia all’indomani dei gravi episodi di maltrattamenti e soprusi che si sono verificati in un asilo nido cittadino, rilanciando la sua vecchia proposta di filmare ogni singolo istante delle attività che si svolgono nelle strutture gestite dalla cooperativa ed in particolare in quelle che ospitano soggetti fragili. «Colgo l'occasione di questo ultimo atto di vigliaccheria, perpetrato in un asilo comunale della nostra città, per richiedere a nome della Paim e di tutti i suoi dipendenti l'autorizzazione da parte degli organi competenti ad inserire a nostre spese le telecamere in tutte le strutture socio-sanitarie ed educative della Paim» sottolinea Freggia. «Non dico che debba essere un obbligo, ma almeno una facoltà e che, quindi, sia consentito a chi vuole di poterle installare – prosegue Freggia -: è una proposta che avevamo già fatto, ma che finora non è stato possibile realizzare, anche per la resistenza dei sindacati. Spero che questa sia la volta buona: le telecamere sono una tutela importante per anziani, bambini e disabili, ma anche per la stragrande maggioranza di operatori ed educatori che si fanno in quattro per accompagnare la crescita dei nostri figli e accudire gli anziani. I filmati potranno essere visionati in qualsiasi momento, ma solo dalle forze dell'ordine». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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