Il Tirreno

Pisa

Parco, ReteDem: «Vendetta politica contro Manfredi»

PISA. «Il rinnovo della presidenza del Parco di Migliarino-San Rossore apre scenari preoccupanti per chi ha a cuore le sorti di quello che è una delle realtà ambientali più significative dell’intero...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Il rinnovo della presidenza del Parco di Migliarino-San Rossore apre scenari preoccupanti per chi ha a cuore le sorti di quello che è una delle realtà ambientali più significative dell’intero Paese. Appare infatti poco comprensibile la scelta di chi sostiene la necessità di una sostituzione dell’attuale presidente Fabrizio Manfredi alla luce dei significativi risultati ottenuti nel suo primo mandato, in un contesto di estrema difficoltà anche per la sostanziale solitudine in cui Manfredi si è spesso trovato ad operare un’attività di risanamento e consolidamento che troverebbe pieno compimento in un secondo mandato». Così ReteDem, area interna al Pd cui appartengono molti degli esponenti di quella che è stata l’area civatiana, interviene nel dibattito sul rinnovo della presidenza dell’Ente Parco, che deve in corsa soprattutto due candidati (vicini ai renziani) come l’urbanista Giovanni Maffei Cardellini e il costruttore Giuseppe Barsotti.

ReteDem si unisce alle posizioni favorevoli alla conferma di Manfredi già espresse da varie associazioni ambientaliste. «Appare eccessiva la fretta con cui molti esponenti di spicco del Pd paiono voler liquidare l’esperienza Manfredi, forse, come maliziosamente ipotizzano fonti giornalistiche, per una neanche troppo celata vendetta politica nei confronti dello stesso Manfredi, reo di aver sostenuto la candidatura di Giorgio Del Ghingaro a candidato sindaco di Viareggio». Un attacco politico tra correnti democratico. «Inoltre - aggiungono - alcune candidature risultano palesemente incompatibili politicamente e culturalmente» con il mandato di presidente, «quasi che il Parco rappresenti un vincolo a politiche di sviluppo disordinate di cui già oggi osserviamo con preoccupazione gli effetti. Ci pare di leggere tra le righe, e l’eventuale mancata riconferma di Manfredi sembrerebbe confermare i nostri timori, che ci sia una precisa volontà di ridimensionare il ruolo dell’Ente Parco all’interno di una politica in cui spinte corporative e lobbistiche si agitano per allentare quegli elementi di controllo e contenimento che solo una realtà come il Parco ha potuto garantire ad un territorio particolarissimo, quasi un unicum per la sua ricchezza paesaggistica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web