Attenzione
Ladri condannati al risarcimento
Da dipendenti dell’ospedale tentarono un furto alla macchinetta dei ticket: dovranno pagare i danni
PISA. Avevano danneggiato la macchinetta per la riscossione dei ticket per aprirla e rubare quello che custodiva. Obiettivo fallito con arresto in flagranza. Ora devono risarcire l’azienda ospedaliera per quel raid finito in manette. A distanza di quasi due anni dall’episodio, con una condanna e un patteggiamento per tentato furto aggravato in concorso già definiti, i due dipendenti ospedalieri coinvolti nel furto sono stati condannati dalla Corte dei conti a versare all’azienda 2.000 euro per i danni provocati alla macchinetta.
Si tratta degli operati specializzati Stefano Carrai, 59 anni, di Marina di Pisa, ex consigliere del Ctp del litorale in quota Forza Italia, all’epoca subito sospeso dal partito, e di Renato Donati, 61 anni, di Pisa. Il primo aveva patteggiato nel maggio 2014 un anno con la condizionale. Il secondo era stato condannato in abbreviato a un anno e 4 mesi senza il beneficio della sospensione della pena.
La magistratura contabile, sulla base delle due sentenze (altri due complici nella vicenda sono stati uno condannato e l’altro ha patteggiato) ha promosso l’azione di recupero a favore dell’azienda ospedaliera danneggiata nelle sue apparecchiature per il tentativo di furto fallito.
Secondo i giudici le responsabilità dei due condannati dalla Corte dei conti erano «per il Donati nell’organizzare il furto, reperire gli strumenti e i complici per realizzarlo; per il Carrai anche nel fornire informazioni sulla vigilanza presso l’edificio».
L'arresto in flagranza da parte dei carabinieri di Empoli e Fucecchio di quattro persone per tentato furto aggravato in concorso avvenne la notte tra l'1 e il 2 aprile 2014. La banda voleva svuotare le macchinette per la riscossione dei ticket, ma il piano non andò a buon fine per difficoltà tecniche.
Quando stavano per allontanarsi da Cisanello vennero accerchiati dai militari e dal potenziale bottino da decine di migliaia di euro si ritrovarono a meditare in cella su quello che avevano fatto.
Il blitz dei carabinieri scattò al piano terra dell'edificio 30/A di Cisanello. I quattro erano tenuti d'occhio e alla prima occasione utile i militari chiusero ogni possibilità di sviare i sospetti che stessero architettando qualcosa di illecito.
Carrai e Donati di recente avevano acquistato una casa a Fucecchio e avevano affidato la ristrutturazione proprio a un muratore romeno. Stando ai carabinieri fu proprio in quell'occasione che nacque l'idea di tentare il colpo. Per concludere la missione si formò così il gruppo di cui facevano parte anche i due dipendenti dell'Azienda ospedaliera. Gli incontri del quartetto avevano sollevato più di un sospetto nei carabinieri che iniziarono una serie di pedinamenti, sempre conclusi a Cisanello. Naturale ipotizzare che l'obiettivo dell'improvvisata gang fosse l'ospedale che ora viene risarcito per il danno subìto dal tentativo di furto andato in fumo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
