Il dolore
Indagate anche le colleghe: «Hanno visto»
L’assessore: un fulmine a ciel sereno, è un’insegnante di grande esperienza. Il sindaco: ferita la città
PISA. «Nessun bambino ha mai mostrato disagi con i genitori. Nessuno, quando ogni mattina veniva accompagnato al nido, piangeva o si ritraeva di fronte all’educatrice. Per noi è stato un fulmine a ciel sereno. Ma adesso andremo a fondo. Certo, le immagini parlano chiaro, per questo abbiamo deciso di sospendere anche le altre due educatrici: non possono dire di non aver visto e sentito quello che stava facendo la collega, quello che stava accadendo sotto i loro occhi». Hanno i volti tesi, scuri, tirati l’assessore all’istruzione Marilù Chiofalo e la dirigente dei servizi educativi Laura Nassi. Ieri è subito partito un provvedimento di sospensione cautelativa per tutte e tre le insegnanti della sezione. Anche per le due per cui il pm Aldo Mantovani non ha chiesto gli arresti, ma iscritte comunque sul registro degli indagati con l’accusa di maltrattamenti in concorso con la collega. Anche loro avrebbero vessato i bambini con urla e minacce, ma soprattutto non denunciando - è la tesi dell’accusa - si sarebbero rese responsabili indirettamente dei maltrattamenti.
Che in una sezione di uno dei nidi comunali ci fosse una docente sopra le righe, violenta, Chiofalo e Nassi - raccontano - l’hanno scoperto per la prima volta lo scorso 19 gennaio, quando le tre maestre dell’altra sezione non hanno più resistito. «Sono venute a riferirci del comportamento della donna - dice Nassi - e ci siamo subito messe in contatto con la procura. Il magistrato ci ha confermato l’esistenza di un’indagine e ci ha chiesto massimo riserbo, per non comprometterla, garantendoci che non c’era un pericolo imminente per i bambini. Da quel momento abbiamo collaborato chiedendo però alle insegnanti della sezione non coinvolta e alle ausiliare che avevano denunciato il fatto di tenerci al corrente». Prima di due settimane fa, nessuna insegnante aveva destato sospetti. Sonia Ori, finita ai domiciliari, è «una delle educatrici di maggiore esperienza - dice Chiofalo - ha perfino contribuito a pianificare la formazione e il piano pedagogico dei nidi comunali», ed è in servizio da oltre 25 anni. «È stata coperta dalle colleghe», dicono ora i genitori. Una è al fianco di Ori da 12 anni, l’altra da un anno e mezzo. È stata un’operatrice esterna della ditta che si occupa della mensa a presentare l’esposto il 31 ottobre 2015. Possibile che nessun altro, in tre mesi, abbia alzato la mano? «Ad ottobre - dice Nassi - ci fu una riunione fra le insegnanti. E quelle della sezione non coinvolta sollevarono il problema, contestando all’educatrice arrestata di esagerare. Lei ammise di aver usato metodi troppo bruschi, disse che si sarebbe corretta. Ma non è successo». «È una ferita inferta alla città e al suo patrimonio di servizi educativi», dice il sindaco Marco Filippeschi. Da stamani i bambini del nido verranno affidati alle altre tre insegnanti presenti nella struttura, in attesa dell’arrivo dei sostituti.
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