Toscana
Ecco come gli 007 piazzano le telecamere per acquisire la verità
PISA. Gli ascolti segreti avvengono in mille modi. I dispositivi super tecnologici possono stare ovunque, tra i libri piuttosto che tra gli addobbi di Natale di una scuola. Ci sono microspie più...
PISA. Gli ascolti segreti avvengono in mille modi. I dispositivi super tecnologici possono stare ovunque, tra i libri piuttosto che tra gli addobbi di Natale di una scuola.
Ci sono microspie più piccole di cinque centesimi. E le telecamere si possono nascondere anche in un angolo del soffitto senza che diano nell’occhio, così come in un battiscopa. La tecnologia è sempre più indispensabile nelle indagini, come quella che ha portato all’arresto dell’insegnante pisana, accusata di maltrattamenti sui bambini. Senza riprese audio e video gli inquirenti non potrebbero documentare un reato. Nel caso pisano, oltre ad aver filmato gli schiaffi alla testa, le sculacciate e gli strattonamenti, le intercettazioni effettuate dai carabinieri per circa 40 giorni, su autorizzazione del giudice, sono servite a documentare le espressioni ingiuriose usate dall’educatrice: si va dal “rincoglionito” al “duro come il muro” a “oggi gli faccio del male” oltre a varie espressioni colorite. Audio e video raccontano la quotidianità dell’ambiente dove si svolge il reato e hanno un ruolo chiave nella formazione della prova.
Carabinieri e polizia hanno formato apposite persone per “piazzare” microspie ambientali e altri apparecchi in grado di spiare. La Procura in alcuni casi incarica anche aziende esterne, la più nota a livello nazionale è Radio Trevisan, che produce apparecchiature per le intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali: microspie quasi invisibili per dimensioni ma che sono in grado di captare anche chi parla sottovoce, così come sistemi di intercettazione più complessi.Per restare in provincia di Pisa, nel caso delle indagini in una scuola di Staffoli che portarono all’arresto del maestro Luigi Moretto - era la primavera 2012 - accusato di maltrattamenti sui fanciulli e condannato in primo grado dal tribunale di Pisa, i carabinieri del comando provinciale e di Santa Croce sull’Arno installarono nella scuola due periferiche video e due audio, in grado di garantire una buona qualità del suono e delle immagini. Entrarono di notte, pochi erano a conoscenza delle registrazioni elettroniche.
Del resto, quando devono essere installati questi strumenti elettronici le forze di polizia mettono in atto una serie di accorgimenti: entrano negli edifici di notte, utilizzando procedure complesse che sono necessarie per assicurare l’assoluta riservatezza delle indagini. Gli operatori che “sorvegliano” i colleghi e i tecnici impegnati a posizionare gli strumenti di sorveglianza elettronica comunicano tra di loro non con gli scanner ma “via filo” durante tutto il servizio.
A volte si introducono - sempre per ragioni legate alla riservatezza - in maniera quasi furtiva, altre informando pochi addetti, come è successo nel caso della scuola pisana. Microfoni, registratori e telecamere vengono rimossi in fretta, e sempre con le stesse cautele, quando scadono le autorizzazioni.
In alcuni casi le conversazioni registrate vengono ascoltate direttamente, altre volte in un secondo momento. Più la tecnologia usata è avanzata e più è necessario personale specializzato.©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
