Il Tirreno

Pisa

Si strangola in scena: ora s'indaga per omicidio colposo

A sinistra Raphael Schumacher
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A sinistra Raphael Schumacher

Pisa: avviato l'accertamento di morte cerebrale, la legge prevede sei ore di osservazione prima della dichiarazione ufficiale di decesso. Intanto, cambia l'ipotesi di reato dell'inchiesta

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PISA. È iniziata alle 14 di giovedì 4 febbraio "la procedura di accertamento di morte cerebrale" per Raphael Schumacher, l'attore di 27 anni morto strangolato in scena, sabato notte, mentre raffigurava un'impiccagione al teatro Lux di Pisa. Lo ha reso noto l'Azienda ospedaliero-universitaria pisana precisando che le formalità di rito prima della dichiarazione di morte ufficiale si protrarranno per almeno sei ore. Il giovane aveva appena recitato un monologo "frontale", alla presenza di un solo spettatore, nel quale rappresentava il disagio esistenziale di un quindicenne e che prevedeva un finale in cui appoggiava il capo all'interno di un cappio per simulare un'impiccagione.

Il suo corpo, già privo di coscienza e tremante, era stato rinvenuto in scena dalla spettatrice successiva qualche minuto pi tardi quando l'attore era già in stato di anossia. Schumacher giunto in ospedale in coma, con danni cerebrali gravissimi e le sue condizioni sono andate progressivamente peggiorando. Ora la Procura indaga per omicidio colposo.

Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni attende entro la fine della settimana la relazione degli ispettori della medicina del lavoro. Quello che il titolare dell'inchiesta vuole sapere dall'Asl è il quadro, con i profili di responsabilità, riferito al contesto teatrale del Lux circa la normativa sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla base dell'attività dei tecnici il riscontro tra ciò che è stato ricostruito e quanto previsto dal testo unico 81 del 9 aprile 2008 che ha sostituito e arricchito la più conosciuta legge 626. Gli accertamenti sono rivolti a definire, nell'organigramma del teatro e dell'associazione "The Thing" che lo ha in gestione, gli incarichi e le responsabilità oggettive in merito al rispetto della normativa disciplinata dal testo unico su salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Gli aspetti da valutare sono diversi e il fatto che la rappresentazione sia avvenuta a teatro chiuso, causa scarsità di pubblico, e di fatto come fosse una prova tra amici senza far pagare il biglietto, potrebbe modificare il contesto in cui applicare o meno le norme sulla sicurezza. Non solo. A Raphael avevano affidato uno spazio, nel cortile interno, che in autonomia il giovane si è allestito con il cubo e la corda. Gli altri ambienti hanno avuto, invece, il contributo di un tecnico per la messa in scena. Uno dei quesiti al centro delle indagini, si procede per omicidio colposo, è se con il cambio di scena finale, dalla pistola alla finta impiccagione, il teatro doveva assicurare una presenza fissa a vigilare sulla sicurezza dell'artista. 

Le cause. La Procura propende per l'incidente. L'ipotesi del suicidio, pur non essendo stata scartata del tutto, non ha trovato riscontri in ambito familiare, «Raphael era sereno» ha ripetuto la mamma Rosa Castagna, né attraverso tracce scritte lasciate dal giovane attore. Sono state sentite una quindicina di persone e ieri la polizia ha messo a verbale anche il racconto di un tecnico del Lux che ha allestito cinque dei sei quadri frontali in programma per lo spettacolo "Miraggi", ma non quello di Raphael. Di particolare utilità le versioni delle due le due spettatrici, la prima e la seconda e ultima, che hanno assistito da sole alla performance di Raphael, il quadro messo a fuoco dagli investigatori vedrebbe l'attore vittima dello strangolamento nella fase finale del monologo. Aveva una maschera e la prima spettatrice, conclusa l'esibizione, non si sarebbe accorta che il gesto di infilare la testa nel cappio di lì a poco avrebbe avuto un esito drammatico. Trascorsi 4-5 minuti è arrivata la seconda spettatrice, la neo laureata in medicina, che, dopo un'esitazione iniziale, si è resa conto che l'attore tremava in modo innaturale. Di qui il soccorso e l'allarme lanciato al personale del teatro.

Finale cambiato. Andrea Vescio è uno dei responsabili dell'associazione "The Thing" ha ripetuto agli inquirenti che si è trattato di «una perfomance privata senza pubblico. Stiamo cercando anche noi di capire cosa è successo e abbiamo fiducia negli inquirenti. C'è stata la variazione sul finale del monologo (ispirato al "Risveglio di primavera - Una tragedia di fanciulli" di Frank Wedekind che tratta il disagio adolescenziale e si conclude con il suicidio del protagonista, ndr). Era previsto che il quindicenne si sparasse in bocca con una pistola. Raphael all'ultimo pare abbiamo deciso di mimare l'impiccagione. Noi eravamo stati informati del cambiamento della scena finale. Non capisco dove ha trovato la corda e non so perché ha fatto il nodo scorsoio».

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di Redazione web