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Sos della Camera di Commercio al prefetto

Sos della Camera di Commercio al prefetto

Il presidente Tamburini: «Pisa penalizzata dalla riforma Madia, vanno evitati tagli al personale»

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PISA. Riduzione delle Camere di Commercio da 105 a 60, con taglio del 25% del personale degli enti coinvolti negli accorpamenti. Questo lo scenario delineato della legge per la riforma delle pubbliche amministrazioni (che porta il nome del ministro Madia) che ora ha anche una bozza di decreto attuativo che disegna nuovi scenari per le Camere di Commercio non solo per quanto riguarda il personale ma anche per le funzioni, con drastici tagli.

Tagli che preoccupano il presidente pisano Valter Tamburini, che ha inviato una lettera al prefetto Visconti per evidenziare le criticità di questo provvedimento. «Nella bozza che sta circolando - scrive il presidente dell’ente camerale - è previsto un drastico ridimensionamento delle nostre funzioni: dal sostegno all’internazionalizzazione delle imprese agli interventi di promozione di prodotti tipici e tradizioni locali, dal sostegno alle start up innovative agli investimenti in materia di sicurezza ed innovazione e per l’accesso al credito, solo per citarne alcune. Ma a questo taglio delle funzioni - prosegue Tamburini - si aggiunge quello del personale di servizio, fino al 25% per le Camere che si accorperanno. Per Pisa, con la Camera che vanta indici assolutamente virtuosi, significherebbe ulteriori tagli lineari al personale già dimensionato in maniera corretta grazie al blocco dei turnover e al contenimento dei costi».

Tamburini si sofferma sulla questione del personale «che si distingue per competenze e qualità dei servizi come dimostrano le indagini indipendenti che annualmente vengono svolte. Ecco perché tagli senza motivazioni, senza strategie ben definite che ricollochino le funzioni altrove, apriranno un lungo periodo di agonia dell’ente disperdendo competenze e personale qualificato». Il presidente della Camera di Commercio disegna anche scenari futuri in caso la riforma vada avanti: «Partecipare ad una fiera all’estero, essere supportati nell’avvio di un’impresa devono essere servizi pubblici garantiti dal diritto annuale (già dimezzato dal governo). Se poi si vuole che diventino privati, si dovrà chiarire fin da ora chi lo dovrà fornire e soprattutto a quali prezzi». Ma secondo Tamburini c’è ancora spazio per migliorare questa riforma visto che l’esame del decreto è stato per ora rinviato. «Una pausa che dovrà aprire nuove occasioni di confronto - conclude - per giungere ad una riforma che non sia punitiva o, peggio, solo mediatica. Riforma che deve avere come obiettivo la valorizzazione delle competenze e dei servizi delle Camere che offrono alle imprese e ai territori, peraltro senza gravare sul bilancio statale».

E mentre il confronto sembra ancora aperto sull’applicazione della riforma, sotto traccia Pisa sta muovendosi per la questione dell’accorpamento portando avanti l’idea di fusione con Massa Carrara dopo le chiusure di Lucca alla creazione di una Camera della costa nord. Ovviamente l’operazione non è gradita al di là del Foro, visto che nelle loro intenzioni l’unione doveva avvenire proprio tra Lucca e Massa Carrara escludendo Pisa.

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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