Sicurezza
Più controlli nell’area protetta: intesa Parco-Prefettura
PISA. La Prefettura di Pisa e l’Ente Parco regionale San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli hanno concordato una serie di interventi organici nell’area di propria competenza, con il coordinamento...
PISA. La Prefettura di Pisa e l’Ente Parco regionale San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli hanno concordato una serie di interventi organici nell’area di propria competenza, con il coordinamento della questura e la collaborazione delle forze dell’ordine e delle guardie del Parco, per reprimere i reati in alcune zone dell’area protetta, ma anche per prevenire situazioni di degrado.
Una richiesta analoga era stata rivolta anche alla Prefettura di Lucca nel novembre scorso per la vigilanza sui territori di sua competenza. Lo rende noto l’ente regionale.
Nei confini del Parco rientrano anche alcuni comuni della provincia lucchese, ma per ora l’intesa è stata fatta solo con Pisa e, sottolinea una nota del Parco, «sono già stati effettuati i primi blitz nell’area protetta», in particolare nelle zone di Coltano e della Bufalina. In una nota, il Parco spiega infatti che i blitz «hanno preso di mira sia la zona di Coltano, interessata da spaccio ed illecita gestione dei rifiuti, sia la zona della Bufalina, compresa nel comune di Vecchiano, ma confinante con quello di Viareggio, con l’obiettivo di prevenire e contrastare in particolare spaccio e prostituzione, mentre altri saranno condotti nelle prossime settimane».
L’intesa con la Prefettura, aggiungono il presidente dell’Ente Parco Fabrizio Manfredi e il direttore Andrea Gennai, «riveste particolare importanza per l’effettuazione di servizi congiunti ordinari tra forze dell’ordine e Guardiaparco, che saranno così in grado di affrontare a 360 gradi tutte le casistiche di illeciti riscontrati nell'area protetta».
D’altra parte, fa notare l’ente regionale, «il vasto e complesso territorio dell’area protetta, 24.000 ettari dislocati in cinque comuni nelle province di Pisa e Lucca, può fare affidamento su appena una quindicina di guardie del Parco, dotazione non ampliabile a causa degli esistenti vincoli per il contenimento della spesa pubblica, spesso impegnata in altre missioni prioritarie come l’antincendio, il controllo della fauna selvatica, la lotta al bracconaggio, e peraltro spesso impiegate in altre attività e indagini in qualità di organi di polizia giudiziaria a disposizione dei magistrati».
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