Il Tirreno

Pisa

I robot pisani salvano Grillo dal grande flop

di Cristiano Marcacci
I robot pisani salvano Grillo dal grande flop

L’umanoide “Face” e la mano robotica del centro Piaggio attrazioni del nuovo show

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INVIATO A MILANO. Per fortuna c’erano loro a destare attenzione e curiosità. E a strappare uno dei pochi applausi che la platea (1.950 biglietti venduti, poco meno del tutto esaurito) ha riservato al ritorno sul palcoscenico da artista di Beppe Grillo, martedì sera al teatro Linear Ciak di Milano. Lui è una persona estremamente intelligente e ad un certo punto se n’è anche accorto: «Sono pesante?», «Vi sto annoiando?», ha chiesto rivolgendosi al pubblico. Per fortuna, ripetiamo, c’erano loro: da un lato “Face”, che il barbuto genovese ha chiamato “Genoveffa”, dall’altro “SoftHand”. L’umanoide che interagisce con l’interlocutore anche attraverso la mimica facciale e il braccio bionico. Entrambi parti eccellenti delle menti geniali del centro di ricerca “Enrico Piaggio”.

I gioielli tecnologici “made in Pisa” affiancano il leader del Movimento Cinque Stelle nel tentativo, non si sa quanto cercato e voluto con determinazione, di smarcarsi dalla politica e di tornare al suo primo amore, quello della denuncia sociale condita da un po’ di comicità. Per la verità, di grosse differenze se ne sono viste ben poche. Ad eccezione della tradizionale veemenza usata nei comizi, Grillo è stato il medesimo Grillo degli ultimi anni. Un Grillo del tutto politico. Il Grillo in maniche di camicia bianca che si sbraccia e “sgola” le sue verità ha finito per coincidere con il Grillo “istituzionale” in giacca e cravatta, riprodotto sulla scena con un ologramma. Insomma, il solito Grillo, quello conosciuto parecchi anni fa, nella versione dell’ambientalista sfegatato e del teorico dei “senza cervelli” che non fanno riferimento ai diritti bensì alle direttive.

Ecco, quindi, la necessità di farsi accompagnare dai robot in questo nuovo incontro col pubblico. Quei robot «che stanno cambiando il mondo, che ci stanno sostituendo e a cui ci stiamo affezionando». “Face” lo ha sempre sorvegliato per tutto lo spettacolo. Con il suo sguardo freddo ma penentrante lo ha seguito durante l’intera performance. «Ma pensate un po’ – ha detto Grillo –. Mentre sono qui e parlo con voi, lei (riferendosi a “Face-Genoveffa”, ndr) è in grado di studiarmi, farmi l’anamnesi immagazzinando tutti i dati e mi fa addirittura vedere cosa pensa di me attraverso alcune espressioni del volto. Ma dove arriveremo...». In effetti, “Face”, androide realizzato da un team di ricercatori del centro Piaggio guidati dal professor Danilo De Rossi, è stato studiato per interagire empaticamente con gli esseri umani attraverso una comunicazione non verbale, con espressioni facciali, sguardi e ammiccamenti, tutti intesi a stabilire un dialogo empatico. Il tutto grazie ad una complessa struttura del volto del robot che comprende 32 micromotori, posti tra l'epidermide e la struttura ossea, che, in modo analogo ai muscoli facciali, permettono di controllare ogni minimo movimento del viso e generare una enorme quantità di espressioni anche molto complesse. Data la natura artificiale e quindi semplificata del sistema, gli stati emotivi espressi dal robot sono più facilmente riconoscibili rispetto a quelli umani, cosa che rende “Face” particolarmente adatto all'interazione con persone in grado di interpretare un numero limitato di espressioni, come sono ad esempio i soggetti autistici.

Un esempio di “buona tecnologia” per dirla con lo stesso Grillo, che ha definito proprio così la mano robotica arrivata in prestito dall’Università di Pisa, i cui benefici sono stati ben riassunti in uno spot (della “QB Robotics”, spin-off dell’Università di Pisa) proiettato in sala dove, dalla finestra di una cucina in cui è stato girato, si vedono tra l’altro nitidamente la Torre di Pisa e piazza dei Miracoli. “SoftHand” combina in modo efficace robustezza e flessibilità e le sue falangi rotolano l'una sull'altra come le articolazioni del corpo umano. Non ha vincoli rigidi tra le dita, ma legamenti che le conferiscono elasticità. E ovviamente non ha ruote dentate, ma tendini. È in grado di alternare prese delicate e forti, per adattarsi agli oggetti di natura più varia. E lo stesso Grillo lo ha dimostrato nella pratica: è sceso dal palco, si è mezzo a girare tra il pubblico e ha stretto le mani e ha accarezzato la testa di alcuni spettatori.

Grande soddisfazione, ovviamente, nel team del centro Piaggio e dell’Università di Pisa che ha seguito il progetto teatrale di Beppe Grillo in tutti questi mesi. A cominciare dal direttore dello stesso centro Piaggio Andrea Caiti e dall’ordinario di bioingegneria Danilo De Rossi, passando per Andrea Fornai, operatore culturale che lavora anche nel mondo della robotica, e gli ingegneri Lorenzo Cominelli e Roberto Garofalo, improvvisatisi per l'occasione aiuto-registi.

Nelle prossime serate la presenza pisana sul palco sarà ulteriormente rafforzata. Insieme all’umanoide e alla mano robotica ci sarà infatti “Smartex”, la maglia intelligente, indossabile e sensorizzata, capace di eseguire in tempo reale un continuo check-up al corpo umano.

Martedì sera Grillo non ha avuto tempo di utilizzarla. Lo farà sicuramente nelle prossime serate, fino a domani a Milano oppure dal 16 al 19 febbraio al teatro Brancaccio di Roma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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