Il Tirreno

Pisa

Gestori del Lux dagli ispettori Asl per chiarire ruoli e responsabilità

di Pietro Barghigiani
Gestori del Lux dagli ispettori Asl per chiarire ruoli e responsabilità

La Procura attende a breve la relazione dei tecnici sulle procedure di sicurezza seguite nel teatro Sempre più disperate le condizioni del giovane attore strangolato durante una performance

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sono stati sentiti ieri dagli ispettori dell’Asl quattro rappresentanti dell’associazione “The Thing” che gestisce il teatro Lux dove sabato notte un giovane attore è rimasto strangolato a una corda durante la recita di un monologo.

I quattro si sono presentati senza legali e hanno risposto alle domande dei tecnici circa la suddivisione dei ruoli nell’ambito della conduzione dello spazio teatrale.

Le condizioni. Raphael Schumacher, 27 anni, residente a Brunate (Como), diplomato all’Accademia teatrale “Nico Pepe” di Udine, si sta spegnendo ogni giorno di più.

L’équipe della rianimazione di Cisanello che lo ha in cura da sabato notte ha già informato la mamma, Rosa Castagna, che in qualunque momento il giovane potrebbe subire un arresto cardiocircolatorio o uno stop del flusso di sangue al cervello dall’esito fatale.

L’inchiesta. Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni attende entro la fine della settimana la relazione degli ispettori della medicina del lavoro.

Quello che il titolare dell’inchiesta vuole sapere dall’Asl è il quadro, con i profili di responsabilità, riferito al contesto teatrale del Lux circa la normativa sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Alla base dell’attività dei tecnici il riscontro tra ciò che è stato ricostruito e quanto previsto dal testo unico 81 del 9 aprile 2008 che ha sostituito e arricchito la più conosciuta legge 626.

Gli accertamenti sono rivolti a definire, nell’organigramma del teatro e dell’associazione “The Thing” che lo ha in gestione, gli incarichi e le responsabilità oggettive in merito al rispetto della normativa disciplinata dal testo unico su salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Gli aspetti da valutare sono diversi e il fatto che la rappresentazione sia avvenuta a teatro chiuso, causa scarsità di pubblico, e di fatto come fosse una prova tra amici senza far pagare il biglietto, potrebbe modificare il contesto in cui applicare o meno le norme sulla sicurezza. Non solo. A Raphael avevano affidato uno spazio, nel cortile interno, che in autonomia il giovane si è allestito con il cubo e la corda. Gli altri ambienti hanno avuto, invece, il contributo di un tecnico per la messa in scena.

Uno dei quesiti al centro delle indagini, si procede per lesioni colpose, è se con il cambio di scena finale, dalla pistola alla finta impiccagione, il teatro doveva assicurare una presenza fissa a vigilare sulla sicurezza dell’artista.

Le cause. La Procura propende per l’incidente. L’ipotesi del suicidio, pur non essendo stata scartata del tutto, non ha trovato riscontri in ambito familiare, «Raphael era sereno» ha ripetuto la mamma Rosa Castagna, né attraverso tracce scritte lasciate dal giovane attore. Sono state sentite una quindicina di persone e ieri la polizia ha messo a verbale anche il racconto di un tecnico del Lux che ha allestito cinque dei sei quadri frontali in programma per lo spettacolo “Miraggi”, ma non quello di Raphael. Di particolare utilità le versioni delle due le due spettatrici, la prima e la seconda e ultima, che hanno assistito da sole alla performance di Raphael, il quadro messo a fuoco dagli investigatori vedrebbe l’attore vittima dello strangolamento nella fase finale del monologo.

Aveva una maschera e la prima spettatrice, conclusa l’esibizione, non si sarebbe accorta che il gesto di infilare la testa nel cappio di lì a poco avrebbe avuto un esito drammatico.

Trascorsi 4-5 minuti è arrivata la seconda spettatrice, la neo laureata in medicina, che, dopo un’esitazione iniziale, si è resa conto che l’attore tremava in modo innaturale. Di qui il soccorso e l’allarme lanciato al personale del teatro.

Finale cambiato. Andrea Vescio è uno dei responsabili dell’associazione “The Thing” ha ripetuto agli inquirenti che si è trattato di «una perfomance privata senza pubblico. Stiamo cercando anche noi di capire cosa è successo e abbiamo fiducia negli inquirenti. C’è stata la variazione sul finale del monologo (ispirato al "Risveglio di primavera - Una tragedia di fanciulli" di Frank Wedekind che tratta il disagio adolescenziale e si conclude con il suicidio del protagonista, ndr). Era previsto che il quindicenne si sparasse in bocca con una pistola. Raphael all’ultimo pare abbiamo deciso di mimare l’impiccagione. Noi eravamo stati informati del cambiamento della scena finale. Non capisco dove ha trovato la corda e non so perché ha fatto il nodo scorsoio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa