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Allarme tubercolosi in una scuola media Tutti negativi i test

PISA. «Tutti negativi». Rientra l’allarme tubercolosi in una scuola media cittadina dove recentemente sei alunni e due docenti erano risultati positivi ai test condotti dall’unità operativa di igiene...

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PISA. «Tutti negativi». Rientra l’allarme tubercolosi in una scuola media cittadina dove recentemente sei alunni e due docenti erano risultati positivi ai test condotti dall’unità operativa di igiene e sanità dell’Asl dopo il caso di tubercolosi polmonare riscontrato in un alunno a novembre. Il timore per eventuali contagi ha spinto i genitori degli studenti a chiedere di eseguire il test di Mantoux (prova utile a rilevare l’infezione da tubercolosi) su tutta la popolazione scolastica, ma l’Asl ha respinto la richiesta sottolineando che «non sussistono indicazioni sanitarie per eseguire immediatamente il test».

Esami più approfonditi (radiografia del torace) eseguiti sugli alunni ed i docenti risultati inizialmente positivi hanno infatti escluso ogni forma di contagio.

Dopo “l’allarme tubercolosi”, i genitori degli alunni hanno però chiesto esami per tutti, iniziando anche una battaglia sull’interpretazione delle linee guida della Regione Toscana sul controllo della tubercolosi. «Allo stato attuale non sussistono indicazioni sanitarie per eseguire immediatamente il test Mantoux a tappeto su tutta la popolazione scolastica», sottolinea l’Asl in una comunicazione inviata all’istituto scolastico lo scorso 29 gennaio specificando che gli uffici stanno procedendo secondo quanto previsto dalla delibera della giunta della Regione numero 677 del 4/8/2014 “Aggiornamento linee di indirizzo per il controllo della tubercolosi” «che indica la corretta metodologia con cui effettuare l’indagine epidemiologica di sorveglianza per un caso di malattia tubercolare». L’Asl è quindi al lavoro per prevenire eventuali altri casi, ma non ritiene necessaria un’indagine a tappeto.

In ogni caso consiglia «ai familiari di consultare il proprio medico o il pediatra di famiglia per avere indicazioni più specifiche sulla base della situazione clinica del ragazzo alla eventuale esecuzione del test Mantoux» e, se il medico lo riterrà opportuno, l’alunno potrà effettuare la prova in una delle strutture sanitarie del territorio. Dopo la comunicazione, il dirigente scolastico ha convocato una riunione con il consiglio di istituto ed i rappresentanti dei genitori. L’assemblea, all’unanimità, ha chiesto di effettuare il test a tutta la popolazione scolastica, come indicato in una delibera della Regione del luglio 2000, anche per «evitare ulteriore allarmismo e soprattutto discriminazione all’interno della scuola». La risposta dell’Asl non si fa attendere (1 febbraio): «Allo stato attuale non vi sono indicazioni sanitarie per estendere il test Mantoux a tutta la popolazione scolastica». Come dire: attenzione alta, ma nessun allarme. Nonostante le rassicurazioni, la maggior parte dei genitori sta chiedendo al proprio pediatra di eseguire il test e, in alcuni casi, si sta rivolgendo anche a strutture private.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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