Sicurezza
Stradone del Cnr, ancora un anno al buio
Furti, corse selvagge, scippi agli studenti: la tangenziale è un buco nero ma i Comuni non hanno soldi per illuminarla
PISA. «Brrruuuuooom...».
«Ehi, e questi chi c... sono?».
«Pazzi. Vedrai, ora si schiantano, li ritroviamo capottati sulla rotonda o rovesciati nel fosso, finisce sempre così».
Quaranta all’ora. Nel buco nero di Pisa non puoi permetterti di più. Invece questi due con un’Audi A3 scura e una Ford grigio metallizzato si sono buttati nella porta spazio temporale della città come razzi. Sono sfilati appaiati di fronte alla cittadella della ricerca, hanno imboccato lo svincolo dopo la residenza Praticelli e poi ci hanno superato con un rombo. La nostra macchina s’è perfino riscossa, l’onda d’urto ci ha sballottati in un vuoto d’aria interstellare. Eppure non possono essersi sbagliati, le coordinate almeno non mentono. Latitudine 43 gradi, 43 primi e 03.8 secondi a nord; longitudine 10 gradi 25 primi e 41.4 secondi a est. Venerdì notte, fuori temperatura sopportabile, ore 22.30, nebbia leggera. Questa è la rotatoria fra via Moruzzi e via Giovannini, ora ci siamo anche noi, ce l’abbiamo a ore 12, ci rassicura il navigatore. E noi ci fidiamo dei comandi di bordo, perché da questo punto in poi, sullo stradone del Cnr, l’orizzonte degli eventi è un’incognita, un folle volo nel buio totale. La carreggiata diventa a quattro corsie, strada urbana. Ma non c’è nulla che lo segnali. Non un cartello, e non aiutano più i fari del Cnr, troppo fioche le luci dello studentato e del dipartimento di Chimica. Ecco, sembra concepita come una specie di parco avventura o una giostra di Disneyland questa strada diventata ormai una tangenziale cittadina. Un test per misurare riflessi, capacità di adattamento della retina all’oscurità, sangue freddo. Solo la memoria può darti la certezza di non essere all’ingresso di un tunnel degli orrori o di aver imboccato la strada per un’altra galassia.
«È così da quando l’hanno costruita, nel 2006, è ormai una delle arterie stradali più importanti della città ma anche la più trascurata», dice Daniele Arnone, titolare del distributore Q8, l’unica oasi di luce in questo spicchio nero metropolitano. Ci passano ogni giorno 15 mila veicoli, è un collegamento essenziale di ingresso e uscita dal centro, un viale di circonvallazione per andare da un polo all’altro dell’area pisana e soprattutto il binario su cui corrono tutte le emergenze e le ambulanze per Cisanello. Eppure continua ad essere un nota a margine di tutti i programmi elettorali, anche se solo chi ci passa abitualmente, magari per andare al lavoro o all’ospedale, possa affrontarla di notte senza avere la sensazione di stare per infilare un varco per il nulla cosmico.
Costruita dieci anni fa dalla Provincia, solo in versione by night si mostra per quello che è: un monumento alla miopia progettuale, intorno a cui sono cresciuti insicurezza e degrado. Daniele del Q8 lo sa bene: è finito sui giornali per aver totalizzato 8 furti con spaccata in due anni. E anche nel piccolo centro commerciale vicino non c’è nessun negozio che sia uscito indenne dagli assalti dei ladri. Per gli studenti, poi, questa strada è ogni giorno una roulette russa.
«Quasi tutti i giorni passa uno con una Kavasaki verde, una GoPro sul casco e grandi impennate a cento all’ora, senza contare gli incidenti e i fuori strada. Non ci sono strisce pedonali né marciapiedi, ma molte comitive la sera rischiano la vita per poter attraversare verso via Pungilupo e andare al Cinema Isola Verde», dice Daniele.
E i pericoli non sono solo i raider che si divertono a fare la bretellina da 1,2 chilometri a tutta birra. «Ho molte amiche - racconta Gianvito Condita, studente di medicina che ha un alloggio nello studentato - che spesso non escono col buio per paura di venir aggredite. A maggio in molte sono state prese di mira da uno scippatore». «E la cosa peggiore - continua Sara Fedrigucci, anche lei camice bianco in erba - è che qui i bus non si fermano. Siamo costretti a farcela a piedi da via di Pratale». Perfino l’Ardsu, l’azienda regionale per il diritto allo studio, ha segnalato i disagi dei ragazzi ai Comuni. Fino alla rotatoria dei Praticelli è di competenza del Comune di Pisa, poi di quello di San Giuliano. Per entrambi troppo periferia per finire al centro delle agende elettorali. Ma ufficialmente, a sentire gli assessori ai lavori pubblici dei due enti, Andrea Serfogli e Mauro Becuzzi, c’è una sola ragione per cui lo stradone del Cnr rimarrà così ancora per un anno: «I progetti ci sono, ma i soldi no».
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