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L’incrocio è «provvisorio» ma ormai da dieci anni

L’incrocio è «provvisorio» ma ormai da dieci anni

PISA. Nell’ora di punta diventa il tappo di tutta la mobilità pisana, un monumento agli ingorghi, un imbuto per chi entra ed esce dalla città, l’incrocio in cui la voglia di poter tornare a casa in...

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PISA. Nell’ora di punta diventa il tappo di tutta la mobilità pisana, un monumento agli ingorghi, un imbuto per chi entra ed esce dalla città, l’incrocio in cui la voglia di poter tornare a casa in fretta, magari dopo la scuola o una mattinata di lavoro, si scontra con le code interminabili di clacson e gas di scarico, in uno sconfortante pellegrinaggio fatto di lunghe soste a motore acceso e rare e illusorie ripartenze.

È così da dieci anni. «Provvisoria» c’era scritto sui progetti della Provincia che l’aveva realizzata. Sì, “l’ente inutile” cancellato dalla riforma Delrio che ora gli amministratori locali rimpiangono. Non tanto perché se ancora la Provincia - che in realtà continua ad esistere - avesse competenza sulla rotatoria fra via di Pratale e via Moruzzi ci sarebbe una qualche speranza di vederne una vera, di rotatorie, ampia, scorrevole, efficace; ma piuttosto perché se dello svincolo si occupassero ancora gli uffici di piazza Vittorio, comuni di Pisa e San Giuliano potrebbero continuare a scaricare su altri la responsabilità di uno dei tanti piccoli “pasticci” simbolo dell’inefficienza italiana.

Da dieci anni infatti quella rotonda è uno svincolo temporaneo. Nei piani, doveva rimanerlo per uno o due anni, il tempo di racimolare le risorse e realizzare il progetto di ampliamento. Un piano che ogni giorno di più si rende indispensabile viste le trasformazioni dell’area, caratterizzata dalla presenza del Cnr, degli studenti che vivono alla residenza dei Praticelli e quelli che frequentano il dipartimento di Chimica su via Moruzzi. «Da parte nostra - dice Mauro Becuzzi, assessore alla viabilità di San Giuliano - piena disponibilità a mettersi a un tavolo con Pisa. Ma attenzione: noi non abbiamo le risorse per intervenire». Eppure, sebbene proprio il diametro faccia da confine fra un territorio e l’altro, la rotatoria nuova ricadrebbe tutta sul territorio di San Giuliano. «Sì, ma una soluzione - dice Becuzzi - potrebbe offrirla anche la realizzazione della strada fra la rotatoria di fronte alla residenza universitaria dei Praticelli e via Pungilupo. Consentirebbe di smaltire un po’ di traffico che oggi si scarica tutto su via Garibaldi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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