Il Tirreno

Pisa

emergenza furti

Rosetta, vittima da record 15 colpi subiti in un mese

di Mario Neri
Rosetta Cristino, parrucchiera dello Shaer Magic Hair di Putignano
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Rosetta Cristino, parrucchiera dello Shaer Magic Hair di Putignano

L’esasperazione della titolare di un negozio da parrucchiera a Putignano «Il primo la vigilia di Natale, il responsabile arrestato grazie alle telecamere»

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PISA. Era diventato un habitué. Una visita quasi ogni sera. Più o meno sempre la stessa ora, più o meno la stessa tecnica. Una spallata alla vetrata. Bum, il vetro che va giù, le sirene dell’allarme che scattano e dopo poco si spengono in un miagolìo. E via, la cassa razziata, aperta, buttata a terra, shampoo, prodotti per capelli, creme.

«A un certo punto ho temuto di trovarmelo di fronte, che prima o poi non si sarebbe più neppure curato di vedermi uscire per dare il suo assalto, per questo adesso ogni sera alle otto mi faccio venire a prendere da mio marito», dice Rosetta Cristino, titolare e hair stylist dello Shaer Magic Hair. È la parrucchiera aperto all’ex Fabbrica dei Fiammiferi, un complesso immobiliare per negozi e uffici poco lontano da via Fiorentina a Putignano. Segnatevelo. A fine anno, quando questore e prefetto mostreranno le statistiche sull’incidenza dei reati predatori, alla voce “furti negli esercizi commerciali” saprete che il record è legato a questo nome: «15 furti in un mese». Dal 24 dicembre 2015 al 24 gennaio 2016, un ladro ha reso nottate e mattinate impossibili a questa zona di palazzi residenziali e commerciali rossi, bianchi, color ocra e con stile moderno realizzati riqualificando la vecchia area industriale e oggi circondati da giardini con le aiuole, gli alberi e le panchine.

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Un posto tranquillo, «ma negli ultimi tempi un po’ preso di mira», dice la signora Rosetta. L’hanno preso proprio due sabati fa, tradito dalle telecamere». In alcune immagini si vede lui che dà una spallata alla porta ed entra. Si è scoperto che era un tossicodipendente della zona, italiano. «La prima volta è entrato la vigilia di Natale. Pian piano avevamo innalzato le misure di sicurezza - dice Rosetta - ma non troppo. Ogni sera portavo via i soldi, i materiali e i prodotti, che evidentemente prendeva per rivendere e comprarsi la droga. Dopo un po’ così non trovava più nulla, ma metteva comunque tutto a soqquadro». Ma blindare ancora di più le porte avrebbe comportato il rischio di spingerlo a fare più danni. «Una volta è entrato anche in pieno giorno di domenica, un’altra con mio marito siamo tornati indietro dopo due minuti dall’uscita serale. L’ho perfino rincorso per strada con alcuni ragazzi inglesi che abitavano qui vicino, grazie a loro abbiamo capito dove abitava e lo abbiamo segnalato ai carabinieri. Ma non si fermava».

Era diventato un’ossessione quotidiana. E non solo per la signora Cristino. «Qui non c’è fondo in cui non sia entrato - dice la fisioterapista che ha lo studio dalla parte opposta del complesso - non ha risparmiato nessuno». Ad una società che si occupa di consulenza informatica e vendita di tecnologia ha portato via computer, stampanti. I carabinieri gli hanno ritrovato tutto (o quasi) nascosto nell’appartamento. Ha fatto irruzione dal veterinario, in una agenzia immobiliare e negli uffici di uno studio di progettazione e in un’assicurazione. «Cominciava ad essere davvero stressante questa situazione - dice Rosetta - Qualche volta è capitato che alcuni amici, dai palazzi vicini, ci chiamassero sorpresi: “Ehi, scusa Rosetta, sono le dieci e sei ancora al lavoro? Vedo le luci accese. Poi ho installato un’applicazione sul cellulare che ci segnalava ogni effrazione con una chiamata, ed ogni sera, puntuale, ci dava l’allarme. Non vivevamo più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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