Lo sfogo di Liu: "Troppo pericolosa questa periferia"
Svaligiato il China Market, negozio di abbigliamento di una famiglia cinese di via Fiorentina. I ladri sono entrati sfondando una porta laterale: "Ci hanno portato via vestiti e soldi per 5-6 mila euro"
PISA. «Non era mai successo. Non così. Questa zona comincia ad essere davvero pericolosa». Liu Limei ha portato la sua famiglia in Italia quindici anni fa. Vista dalla periferia di Shanghai, la periferia di Pisa era l’italian dream. Da ieri non sa dire se la via Fiorentina sia ancora il posto giusto dove continuare a cullare quel sogno. Nella notte i ladri sono entrati nel suo store di abbigliamento a Putignano. “China Market”, un po’ in italiano e un po’ in inglese, la scritta sull’insegna gialla davanti al capannone grigio. «Non hanno risparmiato nulla. Ho trovato tutto buttato all’aria - racconta in un italiano fluente -. La cassa, i giacconi, jeans, scarpe, felpe, scaffali, appendiabiti era tutto fuori posto. Tutto gettato per terra. E mancavano un sacco di capi. Non abbiamo ancora fatto l’inventario, ma crediamo che i danni ammontino almeno a 5-6mila euro».
I fornitori di Liu sono le confezioni cinesi, quelle di Prato e dell’Osmannoro di Firenze. Ma sugli scaffali ci sono anche molti marchi italiani. «Hanno preso le cose migliori, quelle più costose, ad esempio i giacconi con le pellicce, i maglioni di qualità», si fa avanti la moglie. I ladri, racconta Liu, non si sono curati del sistema di allarme, che «hanno subito disattivato», ma soprattutto non hanno preso particolari accorgimenti per non farsi notare. «Guardi qua, per entrare hanno sfondato questa, l’hanno mandata in frantumi», dice Liu indicando una porta a vetri su un lato delo stabile. «È la prima volta che danno l’assalto ai vestiti. Nel 2014, per due volte nel giro di poche settimane, ad ottobre, fummo derubati due volte, ma i ladri si concentrarono sulla cassa. Questa volta invece hanno prodotto un grosso danno alla nostra attività». Ieri in negozio è subito arrivato un vetraio per riparare la porta. «Due anni fa si trattava quasi sicuramente di tossicodipendenti. Ora credo abbia agito una banda. E forse ora dovrò innalzare la sicurezza, non so, non mi fido più».
Con lo stesso metodo (una porta sfondata), l’altra notte qualcuno ha fatto irruzione anche nel bar caffetteria Marcellino Pane e Vino di piazza Bartolo da Sassoferrato a Pisa. Una spaccata per poche decine di euro arraffate dalla cassa intorno all’una e mezzo. Per droga invece è finito in carcere un tunisino di 27 anni pescato domenica sera alle 19 alla stazione. Gli agenti di polizia ferroviaria, durante un controllo, gli hanno trovato addosso 20,9 grammi di eroina, sostanza stupefacente che l’uomo era «pronto a spacciare in città», dicono dalla questura. Un arresto che però non è stato facilissimo. Appena identificato, il pusher si è dato alla fuga. Alle spalle, oltre ai precedenti, aveva anche numerosi alias. È finito al Don Bosco. In carcere anche un marocchino di 31 anni bloccato l’altra sera al Galilei mentre scendeva da un volo proveniente dal paese di origine. Latitante da luglio, avrebbe fatto parte di una rete di spacciatori nordafricani che smerciavano hashish e cocaina nel centro di Firenze.
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