Sicurezza
Non un semplice teatro ma un’officina culturale
PISA. Un luogo di sperimentazioni dalla natura mutevole. Come la sua travagliata storia, caratterizzata da trasformazioni e devastazioni che non sono però riuscite ad intaccarne la sua variegata...
PISA. Un luogo di sperimentazioni dalla natura mutevole. Come la sua travagliata storia, caratterizzata da trasformazioni e devastazioni che non sono però riuscite ad intaccarne la sua variegata anima culturale.
Il Cinema Teatro Lux non è un semplice teatro. Ma un luogo «di spettacolo, cultura e di sperimentazione didattica», definita «un’officina culturale» per sottolineare la sua «natura mutevole, artigianale, viva e varia». Un complesso polivalente inserito all’interno di un’antica struttura ecclesiastica. Il teatro sorge all’interno della trecentesca cappella del Santissimo Salvatore, che fa parte della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Prima sede della Compagnia della Croce e in seguito utilizzata dal Comune di Pisa come deposito per conservare la biancheria della luminara di San Ranieri, la struttura è stata trasformata in un teatro nel 1928. Tre anni dopo, la furia fascista si abbatté su quello che era diventato un punto di riferimento culturale della città, successivamente utilizzato come palestra per le attività sportive della vicina scuola di Santa Caterina. Dal 1946 al 1985 lo spazio ha ospitato una sala cinematografica, il Cinema Lux. L’ultima ristrutturazione, risalente al 2000, ha trasformato il complesso in un luogo versatile, che può adeguarsi ad ogni tipo di attività culturale e teatrale.
È gestito da “The Thing”, associazione di promozione sociale e culturale nata dalla volontà di un gruppo di ragazzi «accomunati dalla passione per la musica e per la cultura». Organizzazione di concerti, reading, proiezioni e organizzazioni di spettacoli su tutto il territorio provinciale sono le attività principali dell’associazione che «non nasce - si legge sul sito del gruppo - con l’intento di rinchiudersi in una forma precisa e prestabilita, ma con quello di operare in contesti diversi, adattandosi di volta in volta allo spirito di un luogo, di una situazione, di un ambiente», rispecchiando in pieno la natura del Lux, il cui obiettivo è «mantenere la vocazione teatrale dello spazio, coniugandola però ad un modo inconsueto di intendere il teatro: sfatare il mito che il teatro sia qualcosa di noioso e impegnativo, adatto solo a signore impellicciate e giovanotti in frac e riscoprire l’anima giocosa e popolare del teatro».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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