Lutto
Pagavano l’acqua agli abusivi
Il Comune sarà risarcito con 18.000 euro per le fatture saldate alle Stallette
PISA. Fatture pagate senza avere un riscontro certo su erogazioni e utenze idriche. E, sullo sfondo, una gestione poco accorta delle finanze pubbliche. È una storia che risale al periodo che va dal 2002 al 2007 quella che, davanti alla Corte dei conti, si è conclusa con la condanna di una ex dirigente comunale, Giuliana Rizzo, 69 anni, di Pisa, a pagare a Palazzo Gambacorti 18.256 euro come danno erariale. Un conto di 409 euro è stato presentato anche all'attuale dirigente del settore Protezione civile e sicurezza dei luoghi di lavoro, Manuela Ballantini, come quota parte della presunta responsabilità accertata nella liquidazioni delle fatture ad Acque Spa.
All'origine delle spese, per le quali il Comune ha avviato un'azione di recupero, c'è il pagamento pubblico del consumo privato di acqua da parte di occupanti abusivi di alloggi precari in via Pisano, un immobile conosciuto come ex Stallette. Nel marzo 2008 il commissario straordinario del Comune aveva riconosciuto il debito fuori bilancio nei confronti di Acque Spa per un importo di 50.252 euro “relativo ad una serie di fatture attinenti a consumi idrici determinati da un'unica utenza intestata all'amministrazione comunale a servizio di un immobile Abitazioni precarie di via Pisano, 15 per l'arco temporale 2002-2007”.
Il Comune pagava l'acqua agli abusivi provocando quella che secondo la magistratura contabile era “un'omessa adozione di atti volti a risolvere l'annosa questione da parte dei soggetti istituzionalmente competenti ad occuparsi della gestione degli immobili e consumi idrici”.
In tempi diversi le due dirigenti si sono occupate del settore che aveva ricevuto le fatture di Acque Spa. Nella relazione del segretario generale risalente al 2014 si legge che “la tenuta del patrimonio sia stata quanto meno distratta: non vi era inventario, e spesso le fatture relative ai consumi venivano pagati senza riscontri. La gestione del patrimonio abitativo Erp e non Erp da parte degli ex Ater non si poteva definire corretta”. Per la Corte dei conti “a fronte di una chiara confusione gestionale, i responsabili del settore Patrimonio, pur essendovi stata una successione nel soggetto intestatario del servizio idrico (da Parchi e Giardini alla società Acque spa) hanno continuato a pagare fatture senza riscontri, manifestando una censurabile grave disattenzione per l'erario pubblico, disattendendo in maniera evidente, sotto il profilo della prevedibilità, le regole di esperienza e perizia”.
Alla dottoressa Rizzo vengono così chiesti indietro i soldi saldati dal Comune per le fatture del 30 agosto 2004; del 29 dicembre 2004; del 30 agosto 2005 per un totale pari a 18.256 euro. Per la dirigente Ballantini la Corte dei conti reclama 409 euro riferiti alla fattura del 24 aprile 2002.
Pietro Barghigiani
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