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Un fallimento e quattro inchieste

Un fallimento e quattro inchieste

Procura della Corte dei conti e magistratura ordinaria hanno aperto da tempo diverse inchieste, ciascuna per le proprie competenze, sulla Sviluppo Navicelli Spa. La Guardia di finanza lavora da...

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Procura della Corte dei conti e magistratura ordinaria hanno aperto da tempo diverse inchieste, ciascuna per le proprie competenze, sulla Sviluppo Navicelli Spa.

La Guardia di finanza lavora da almeno tre anni sulle carte dell’operazione immobiliare che portò Ikea nella Darsena pisana dando il via a un’urbanizzazione di un’area fino a quel punto deserta.

La Procura pisana, guidata dal reggente Alessandro Crini (nella foto) sta indagando sulla vendita dei terreni a Ikea nel 2012 per 22 milioni di euro; sull’ipotesi di bancarotta dopo la sentenza di insolvenza depositata nell'aprile 2015 e sulla scoperta di fidejussioni prestate da una società in liquidazione da anni.

Il cambio di destinazione d’uso dei terreni e il passaggio di proprietà tra Comune, privati, Sviluppo Navicelli e colosso svedese hanno stuzzicato l'attenzione anche della Procura della magistratura contabile che dal 2013 sta esaminando le carte per valutare l'eventuale esistenza di un danno erariale nei confronti del Comune. Dunque, le due inchieste sulla vendita dei terreni sono precedenti al fallimento, mentre le altre due (ipotesi di bancarotta e fidejussioni non più valide) sono una conseguenza del default.

Al centro delle indagini c'è anche la vendita dell'ex strada comunale di via Mezzanina, un terreno di 15.312 mq (in mezzo ad altri terreni comprati da privati, ndr) valutato 765.600 euro pari a 50 euro a metro quadrato. Terreno comprato, con pagamento degli interessi, da Sviluppo Navicelli Spa il giorno prima che il consiglio comunale (il 24 maggio del 2012) approvasse la variante urbanistica per l'insediamento di Ikea con un cambio di destinazione d'uso dell'area da artigianale a commerciale.

Una variante che fece lievitare il valore del terreno: Sviluppo Navicelli Spa poi vendette nel 2012 a Ikea una parte del fondo ad un prezzo di 243 euro al metro quadrato. Quasi cinque volte quanto lo aveva pagato al Comune dopo averlo opzionato e mai saldato per anni. Quei fondi, ha sempre sostenuto la società, erano, comunque, urbanizzati e questo spiega l'aumento del prezzo nel passaggio di proprietà.

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