Sicurezza
Smurano parete e finestra e svaligiano il bar sul lago
Razziate slot e macchinette per il cambio all’osteria Ponte d’oro ad Arena Metato La titolare: «I ladri erano professionisti, in pochi secondi messo fuori uso l’allarme»
SAN GIULIANO TERME. Un muro smontato mattone dopo mattone, una finestra smurata con cura, quasi senza lasciare troppi segni. Senza infrangere vetri o spaccare gli infissi. E poi l’assenza di tracce all’interno dell’osteria. Niente banconi frigo saccheggiati, solo quattro lattine di Coca Cola lasciate su un tavolo. Unico segno di scasso, l’allarme: «Appena è scattato, l’hanno distrutto». E poi le slot machine saccheggiate e la macchinetta cambia-monete ritrovata nei campi da dove erano venuti. Ovviamente razziata.
«Un lavoro "pulito", da professionisti. Purtroppo, non è una novità, ci hanno derubati più volte. Però stavolta c’è qualcosa di strano». C’è qualcosa che non torna nel comportamento dei ladri che nella notte fra mercoledì e giovedì si sono introdotti al Lago di Ponte d’oro ad Arena Metato. Giada Ferretti, la titolare di questo bar-ristorante all’interno di un vecchio cascinale affacciato su un laghetto artificiale, l’ha notato subito l’altra mattina, appena arrivata al lavoro.
Il locale, immerso fra i campi, è una specie di rifugio per i pescatori e gli appassionati delle associazioni locali che utilizzano lo specchio d’acqua per le gare di spinning e pesca alle trote e ai lucci.
Una zona di campagna, ma non completamente disabitata. La strada principale, via Turati, è popolata da una sorta di middle class sangiulianese, in alcuni casi proprietaria di villette a schiera con gazebo, siepi e giardini pettinati. Insomma, per i ladri un terreno di caccia.
Da tempo così il Lago di Ponte d'oro è dotato di un sistema di allarme e di telecamere di sorveglianza interne. «Ma non sono serviti - spiega Ferretti - Dell’allarme se ne fregano: fanno sempre più in fretta i ladri ad andarsene di quanto possano fare le forze dell'ordine o i vigilantes ad arrivare». Ma ciò che ha stupito è soprattutto il metodo.
«È stato un lavoro da professionisti, chi è entrato sapeva dove fosse l'impianto ed è andato a colpo sicuro, in pochi secondi l'ha distrutto, sfuggendo anche alle riprese».
Non è neanche chiaro quanto siano riusciti a trafugare dalla slot. I ladri si sono portati via le cassette con i soldi e una macchinetta per il cambio delle banconote, che i proprietari dell'osteria hanno ritrovato nei campi, completamente sventrata. «Ma noi non sappiamo quanti soldi contenessero, abbiamo quelle macchine in gestione dalla società che le distribuisce».
Al piano superiore - raccontano al bar - ci abita una famiglia di giovani. Nessuno però avrebbe sentito rumori e neppure l'allarme che, seppur per pochi secondi, è scattato. «Mah, vede, questa zona di notte è un po' isolata dalla strada principale, qui è buio. Un po’ di paura all’idea di doversi anche solo affacciare alla finestra e ritrovarsi di fronte dei brutti ceffi è comprensibile».
Ma perché tanta "esperienza" per un bottino tutto sommato limitato? «Ce lo chiediamo anche noi - dice Ferretti - Non hanno preso di mira nient'altro che le slot machine. Però di più non possiamo sapere».
Sul caso indagano i carabinieri. Sono loro ad aver raccolto la denuncia. «Certo - conclude la titolare - i casi di furti si susseguono davvero con troppa frequenza in questo periodo. Spero che i rinforzi annunciati dal sindaco possano migliorare la situazione, perché sta cominciando a diventare intollerabile».
@mario78neri
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