Il Tirreno

Pisa

Smurano parete e finestra e svaligiano il bar sul lago

di Mario Neri
Smurano parete e finestra e svaligiano il bar sul lago

Razziate slot e macchinette per il cambio all’osteria Ponte d’oro ad Arena Metato La titolare: «I ladri erano professionisti, in pochi secondi messo fuori uso l’allarme»

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SAN GIULIANO TERME. Un muro smontato mattone dopo mattone, una finestra smurata con cura, quasi senza lasciare troppi segni. Senza infrangere vetri o spaccare gli infissi. E poi l’assenza di tracce all’interno dell’osteria. Niente banconi frigo saccheggiati, solo quattro lattine di Coca Cola lasciate su un tavolo. Unico segno di scasso, l’allarme: «Appena è scattato, l’hanno distrutto». E poi le slot machine saccheggiate e la macchinetta cambia-monete ritrovata nei campi da dove erano venuti. Ovviamente razziata.

«Un lavoro "pulito", da professionisti. Purtroppo, non è una novità, ci hanno derubati più volte. Però stavolta c’è qualcosa di strano». C’è qualcosa che non torna nel comportamento dei ladri che nella notte fra mercoledì e giovedì si sono introdotti al Lago di Ponte d’oro ad Arena Metato. Giada Ferretti, la titolare di questo bar-ristorante all’interno di un vecchio cascinale affacciato su un laghetto artificiale, l’ha notato subito l’altra mattina, appena arrivata al lavoro.

Il locale, immerso fra i campi, è una specie di rifugio per i pescatori e gli appassionati delle associazioni locali che utilizzano lo specchio d’acqua per le gare di spinning e pesca alle trote e ai lucci.

Una zona di campagna, ma non completamente disabitata. La strada principale, via Turati, è popolata da una sorta di middle class sangiulianese, in alcuni casi proprietaria di villette a schiera con gazebo, siepi e giardini pettinati. Insomma, per i ladri un terreno di caccia.

Da tempo così il Lago di Ponte d'oro è dotato di un sistema di allarme e di telecamere di sorveglianza interne. «Ma non sono serviti - spiega Ferretti - Dell’allarme se ne fregano: fanno sempre più in fretta i ladri ad andarsene di quanto possano fare le forze dell'ordine o i vigilantes ad arrivare». Ma ciò che ha stupito è soprattutto il metodo.

«È stato un lavoro da professionisti, chi è entrato sapeva dove fosse l'impianto ed è andato a colpo sicuro, in pochi secondi l'ha distrutto, sfuggendo anche alle riprese».

Non è neanche chiaro quanto siano riusciti a trafugare dalla slot. I ladri si sono portati via le cassette con i soldi e una macchinetta per il cambio delle banconote, che i proprietari dell'osteria hanno ritrovato nei campi, completamente sventrata. «Ma noi non sappiamo quanti soldi contenessero, abbiamo quelle macchine in gestione dalla società che le distribuisce».

Al piano superiore - raccontano al bar - ci abita una famiglia di giovani. Nessuno però avrebbe sentito rumori e neppure l'allarme che, seppur per pochi secondi, è scattato. «Mah, vede, questa zona di notte è un po' isolata dalla strada principale, qui è buio. Un po’ di paura all’idea di doversi anche solo affacciare alla finestra e ritrovarsi di fronte dei brutti ceffi è comprensibile».

Ma perché tanta "esperienza" per un bottino tutto sommato limitato? «Ce lo chiediamo anche noi - dice Ferretti - Non hanno preso di mira nient'altro che le slot machine. Però di più non possiamo sapere».

Sul caso indagano i carabinieri. Sono loro ad aver raccolto la denuncia. «Certo - conclude la titolare - i casi di furti si susseguono davvero con troppa frequenza in questo periodo. Spero che i rinforzi annunciati dal sindaco possano migliorare la situazione, perché sta cominciando a diventare intollerabile».

@mario78neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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