Il dolore
Ok alla verifica della task force
Per la maggioranza esiste già un organismo di controllo e garanzia
PISA. «Abbiamo proposto e approvato un ordine del giorno che incarica la prima commissione di controllo e garanzia, presieduta da un membro dell'opposizione, di approfondire i risultati in divenire della verifica della task force istituita dal segretario generale».
Lo affermano i gruppi consiliari di maggioranza Partito Democratico, In Lista per Pisa e Riformisti per Pisa sul caso delle fidejussioni scadute, o emesse da società senza titoli o in liquidazione, presentate da aziende private al Comune.
«Ribadiamo il nostro giudizio positivo rispetto alle azioni intraprese in questi mesi dal sindaco e dal segretario generale – proseguono i gruppi di maggioranza –. Riconoscimenti espressi giovedì anche da buona parte delle opposizioni. Gli atti assunti dopo la direttiva del sindaco sono importanti: da un lato tutelano il Comune rispetto alle nuove polizze che saranno depositate a garanzia di oneri di urbanizzazione o di opere a scomputo, dall'altro lato, tramite gli esposti alle autorità competenti, si è fatto fronte a vicende pregresse e ad eventuali truffe subite dal Comune».
Pd, In Lista per Pisa e Riformisti per Pisa si dicono «fiduciosi che l'autorità giudiziaria, così come ha fatto in molte altre vicende che in tutta Italia hanno coinvolto recentemente moltissimi enti pubblici, saprà individuare e colpire quei soggetti che anche la stampa specializzata come "il Sole 24 ore" ha definito patologici».
Infine, «riteniamo che siano condivisibili le verifiche interne sulla correttezza delle procedure e sull'adempimento da parte dei responsabili, con tutte le necessarie garanzie per i soggetti chiamati in causa e nel rispetto della professionalità e della buona fede di tutti».
Trattandosi di vicenda che ha coinvolto centinaia di istituzioni pubbliche in tutto il Paese, i tre gruppi consiliari dichiarano di volersi fare carico di affiancare il sindaco nel coinvolgimento dell'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (Anci) oltre a chiedere ai parlamentari di riferimento di assumere azioni sia dal punto di vista legislativo, per colmare le evidenti lacune normative, sia da quello del sostegno che le istituzioni di controllo, quali la Banca d'Italia, dovrebbero offrire ad enti come i Comuni.
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