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Pisa

AULETTA (UCIC): NOI ABBIAMO DENUNCIATO LE FIDEJUSSIONI TOSSICHE

«Grave non aver approvato una commissione d’indagine»

«Grave non aver approvato una commissione d’indagine»

PISA. «Il voto negativo sull’istituzione di una commissione d’indagine sulle fidejussioni rilasciate al Comune da parte di soggetti privati è un fatto molto grave». A sostenerlo è il gruppo di...

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PISA. «Il voto negativo sull’istituzione di una commissione d’indagine sulle fidejussioni rilasciate al Comune da parte di soggetti privati è un fatto molto grave».

A sostenerlo è il gruppo di opposizione Una città in comune-Prc che, all’indomani della richiesta - partita dallo stesso gruppo consiliare – di istituire una commissione di indagine sulle fidejussioni presentate a Palazzo Gambacorti respinta dal consiglio comunale (18 voti contrari e 13 favorevoli), sottolinea il «segnale negativo» che parte dall’assemblea cittadina.

«La commissione - spiega Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc - poteva fare luce sulle responsabilità. Un segnale negativo a fronte di uno scandalo (quello sulle fidejussioni tossiche, ndr) che peserà sulle tasche dei cittadini».

«Abbiamo scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora - aggiunge Auletta -. A seguito delle nostre indagini, partite dalla Sviluppo Navicelli, è emerso che che sono state presentate fidejussioni tossiche per un ammontare di 14 milioni di euro, di cui oltre dieci imputabili a tre soggetti: Sviluppo Navicelli (4,5 milioni), Gruppo Bulgarella (cinque milioni) e Boccadarno (820.000 euro). Oltre l’80% - prosegue il capogruppo di Una città in comune-Prc - riguarda quindi i tre maggiori gruppo imprenditoriali della nostra città, che in maniera sistemica hanno depositato in Comune carta straccia, ottenendo i necessari permessi a costruire».

Il tutto in assenza «di ogni tipo di controllo da parte di Palazzo Gambacorti sulla documentazione presentata».

«Il Comune - aggiunge Auletta - non ha mai eseguito controlli sulla validità delle fidejussioni, che non venivano nemmeno lette perché, in alcuni casi, non potevano essere accettate, anche senza eseguite le necessarie verifiche sulle società che le avevano emesse».

Per questo, secondo il gruppo di opposizione, era necessario istituire una commissione d’indagine, anche per verificare il sistema dei controlli che vengono eseguiti sulle documentazioni presentate in Comune.

Dopo le numerose denunce del gruppo consiliare e le verifiche da parte del Comune, Palazzo Gambacorti ha chiesto ai vari soggetti imprenditoriali di depositare nuove garanzie, questa volta valide.

«Per il momento - conclude Auletta – nessuna richiesta è stata accolta». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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