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Carrozza e Bianchi, che abisso fra le pisane al potere

di Mario Neri
Carrozza e Bianchi, che abisso fra le pisane al potere

PISA. Una è conosciuta come la ex cyber-ministra del Sant’Anna, la scienziata esperta di bioingegneria e robotica con cui Letta e Bersani vollero dare peso specifico al Pd e alla politica culturale...

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PISA. Una è conosciuta come la ex cyber-ministra del Sant’Anna, la scienziata esperta di bioingegneria e robotica con cui Letta e Bersani vollero dare peso specifico al Pd e alla politica culturale del Paese. L’altra la chiamano lady trasloco, per le volte in cui ha cambiato partito (sette in quattordici anni di carriera politica, dall), passando per le sigle di Casini, la Margherita di Rutelli, poi l’era berlusconiana, poi ancora i cattoDem e ora in forza alla (sparuta) falange alfaniana. Maria Chiara Carrozza e Dorina Bianchi, la prima pisana doc, la seconda solo d’adozione, entrambe negli ultimi due giorni arrivate a luoghi di comando. La parlamentare dell’Ncd appena nominata da Renzi sottosegretario alla Cultura, sebbene a Pisa ci sia nata, in realtà è molto più legata alla Calabria. «Sono crotonese e laureata in medicina», scrive sul proprio blog. E insomma, ancora non è arrivato il momento in cui si possa dire che un pisano è riuscito a trovare posto nel Giglio Magico renziano a Roma. Certo, chissà, quel Giglio ora potrebbe rimpiangere di aver voluto rinunciare ad una come la Carrozza, appena nominata dalla Commissione europea presidente della commissione di valutazione delle “Future emerging technology”, i più grandi progetti di tecnologie emergenti. La cyber prof e deputata sarà alla guida di un team internazionale di scienziati ed esperti che dovranno misurare l’impatto economico e sociale dei due programmi di ricerca più importanti in assoluto avviati e finanziati dall’Ue con 1,19 miliardi di euro in questi anni, lo Human brain project” e “Graphene”. Da una parte una missione quasi impossibile: riprodurre con le tecnologie un cervello più simile possibile a quello umano, insomma l’intelligenza artificiale; dall’altra una sfida di frontiera: scovare nuove applicazioni per un materiale per molti aspetti ancora inesplorato. «Sarà una valutazione multidimensionale - spiega Carrozza - Non ci concentreremo sui progetti in sé, ma sul loro impatto. Dovremo analizzare in che misura siano stati raggiunti gli obiettivi che gli studiosi si erano prefissati: soprattutto quelli inerenti alla costruzione di relazioni industriali, alle pubblicazioni scientifiche, al valore in termini di proprietà intellettuale. Il nostro parere non sarà vincolante ma serve alla Commissione ad esercitare un controllo pubblico su progetti che finanzia e dunque sosteniamo noi cittadini con le nostre tasse. Perché quello che ci si propone è che queste grandi sfide possano produrre effetti benefici: lavoro, opportunità economiche e sociali». Di certo, una nuova sfida per lei, la cyber prof del Sant’Anna il cui nome, pare, è in pole position anche per i vertici del Cnr.

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