Il Tirreno

Pisa

Acqua nel gasolio: il distributore dovrà risarcire il cliente

di Antonio Scuglia
Acqua nel gasolio: il distributore dovrà risarcire il cliente

Un danno di 2.500 euro per un rifornimento “non diligente” Il giudice di pace dà ragione all’automobilista pisano

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PISA. Un giorno forse non troppo lontano le auto potranno essere alimentate ad acqua e il mondo sarà più pulito. Ma per ora ci vuole il gasolio - o la benzina, a seconda del tipo di motore -: l’acqua non va bene, anzi può fare gravi danni.

Lo sa bene un avvocato pisano, la cui autovettura ha riportato 2.500 euro di danni in seguito a un rifornimento di gasolio “annacquato” effettuato in un distributore di Pisa. Che ha causato la rottura della pompa elettrica di bassa pressione del carburante, tanto che per quasi due mesi l’uomo è rimasto a piedi data la complessità della necessaria riparazione presso un’officina cittadina.

Il legale, ovviamente, non si è perso d’animo, e dopo aver chiesto in via bonaria ma senza successo il risarcimento al distributore, si è visto costretto a ricorrere alle vie giudiziali, davanti al giudice di pace Alberto Del Monaco. L’avvocato ha vinto la causa (sentenza 1146/15) e così il proprietario della stazione di servizio dovrà pagare non solo il risarcimento ma anche 1.500 euro circa di spese legali.

Il fatto risale al dicembre del 2013: l’automobilista, arrivato in città da Viareggio sulla propria Mitsubishi insieme alla compagna e al fratello, fece rifornimento, ma una volta arrivato a destinazione, quando tentò di ripartire si ritrovò con l’auto non più funzionante. L’officina che riparò la vettura (prelevata con il carro attrezzi), e il cui titolare è comparso poi in giudizio come testimone, rilevò il danno.

L’avvocato si rivolse inutilmente al distributore e quindi citò lo stesso distributore per «inesatto adempimento contrattuale delle obbligazioni, consistito nell 'aver erogato gasolio privo delle qualità sue proprie, e quindi inidoneo all'utilizzo».

Il giudice di pace gli ha dato ragione, stabilendo che il danno alla Mitsubishi è conseguenza della presenza di acqua nel gasolio, quindi del «comportamento non diligente» del distributore. Di qui la condanna di quest’ultimo al risarcimento e alle spese.

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