Il dolore
Terna, ecco i piani alternativi I sindaci: «Rischi per la salute»
La società presenta i nuovi progetti per l’elettrodotto: va costruito senza se e senza ma Ma i Comuni fanno muro e nell’open day con i cittadini a Nozzano annunciano opposizione
NOZZANO. All'impianto sportivo di Nozzano Castello il via vai è continuo. Le persone arrivano a gruppi, si soffermano a parlare fra loro, vogliono capirci qualcosa in più. Dentro, ad attenderle, una cospicua delegazione di Terna, la società italiana per la trasmissione dell'energia elettrica, che ieri ha organizzato un open day per illustrare ai cittadini i progetti relativi al nuovo elettrodotto, che l'azienda vorrebbe costruire fra Camaiore, Massarosa, Lucca, Vecchiano e San Giuliano Terme.
Pannelli informativi e personale incaricato di illustrare i passaggi da compiere, capitanato dall’ingegnere Adel Motawi, responsabile concertazione e autorizzazioni di Terna, che per l’intera giornata ha parlato con gli abitanti dei vari comuni coinvolti. Sulla carta i tracciati dei quattro progetti: quello originario, in discussione al Tar dopo che l'azienda ha presentato ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro il piano paesaggistico regionale (che di fatto rende impossibile la costruzione dell'elettrodotto così come pensato all'inizio), e le tre proposte alternative.
«Abbiamo organizzato questa giornata - spiega Motawi - per illustrare nel dettaglio i progetti e confrontarci con la cittadinanza. Per noi l'elettrodotto va costruito, senza se e senza ma, perché attualmente c'è un problema di stabilità per l'approvvigionamento di energia elettrica tra Lucca e Pisa. Le ipotesi sono diverse, anche se la prima è a nostro avviso la migliore, ma sembra che nessuna possa andar bene». E in effetti le varie alternative avanzate da Terna non convincono i cittadini e neanche gli amministratori. «Stiamo prendendo in esame le alternative proposte da Terna - ha affermato il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini -, che però non ci sembrano soddisfacenti: le prime due ipotesi vanno in contrasto con il piano paesaggistico, mentre la terza, che lascerebbe l'elettrodotto dove si trova adesso (Maggiano, Nozzano San Pietro, Farneta) con una nuova stazione di trasformazione a Filettole, non apporta alcun miglioramento al tracciato esistente, come invece chiediamo da tempo. Anzi, la terza soluzione, così come formulata oggi, rischia di essere addirittura peggiorativa da un punto di vista sanitario. Noi pensiamo a salvaguardare la salute dei nostri cittadini: se loro pensano di avere le carte in regola per andare avanti ci provino, ma noi ci tuteleremo seguendo la legge». Resta su questa posizione anche il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi, presente all’open day con il vicesindaco di Massarosa, Damasco Rosi, e l’assessore all’ambiente di San Giuliano Terme, Maria Elena Bianchi Bandinelli. «L’alternativa che dà Terna alle prime due ipotesi – sottolinea Lunardi – non ci sembra una strada percorribile. Sulle prime due c’è da dire che non risolvono i problemi di impatto paesaggistico e le perplessità che già abbiamo espresso sul fronte della salute. Le scadenze per i comuni sono comunque stringenti sia per la nuova Vas e la Via che viene richiesta anche per le alternative all’elettrodotto e nei prossimi giorni saremo al lavoro per analizzarle nel dettaglio e preparare un'opposizione».
Da oggi, infatti, cominceranno a decorrere i termini per presentare le osservazioni: i Comuni avranno tempo fino al 29 febbraio per avanzare un proprio parere, mentre qualunque privato potrà rivolgere le osservazioni a Terna entro il 5 febbraio o presentarle direttamente al Ministero dell’ambiente entro 60 giorni.
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