Sicurezza
Motorizzazione, giallo-chiusura C’erano due progetti
La denuncia della Cisl: «Il Ministero non aveva incluso Pisa nella razionalizzazione fatta a dicembre. Poi è spuntata»
PISA. Prima le rassicurazioni, poi la sforbiciata. E la possibile soppressione della motorizzazione civile di Pisa diventa un giallo.
L’ipotesi di taglio della sede pisana e di ripartizione delle attività e del personale tra gli uffici di Lucca e Livorno spunta per la prima volta in una comunicazione sui “piani di razionalizzazione della logistica” inviata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ai sindacati lo scorso 8 gennaio, ma non è menzionata nel piano di riorganizzazione messo nero su bianco in una circolare ministeriale interna dello scorso 16 dicembre. In 23 giorni, il ministero modifica il piano e decide la soppressione della struttura di via Lenin, il cui affitto da circa 180.000 euro è ritenuto troppo oneroso. A rivelarlo è la Cisl di Pisa, che si chiede: «Cosa è successo tra Natale e l’Epifania?».
«L’ipotesi di trasferimento in un’altra sede ha colto di sorpresa i 16 dipendenti della motorizzazione civile, che dal 1988 occupa uno stabile di proprietà della ditta di ascensori e montacarichi Ceam a San Martino a Ulmiano - sottolinea Gianluca Federici, segretario generale della Cisl pisana -. Nel luglio dello scorso anno, in occasione di un incontro a Firenze, l’ingegnere Marco Pittaluga, direttore della direzione generale territoriale Centro del ministero dei Trasporti, ha pubblicamente assicurato il mantenimento di tutte le sezioni coordinate dalla sede dirigenziale di Lucca (alla quale fanno riferimento gli uffici di Pisa, Livorno e Massa Carrara) annunciando un piano per una migliore organizzazione del lavoro che prevedeva di far viaggiare le pratiche (e non i dipendenti) via web, verso le sedi dotate di più personale». L’eventuale chiusura della sede di via Lenin potrebbe però trasformarsi in un’occasione per innescare un processo virtuoso per il recupero degli immobili pubblici inutilizzati o in fase di dismissione.
La Cisl sposa la proposta del personale di trasferire gli uffici e le attività amministrative nell’ex sede dell’Inpdap di viale Bonaini, chiusa nel 2012 - poco dopo la ristrutturazione - a seguito dell’accorpamento dell’ente previdenziale all’Inps o, in alternativa, gli spazi della direzione territoriale del lavoro (che ha liberato il piano terra della sua sede), mentre la Ctt Nord potrebbe ospitare le operazioni tecniche.
«I 180.000 euro chiesti ogni anno alla motorizzazione civile per l’immobile di San Martino a Ulmiano non sono pochi - prosegue Federici -. Il ministero prima di arrivare a soluzioni avventate potrebbe però valutare altre ipotesi: trattare con i proprietari dell’immobile per un minore canone di affitto tagliando gli spazi inutilizzati o trovare un’ubicazione alternativa».
L’Associazione degli Amici di Pisa propone invece di «utilizzare gli enormi spazi lasciati vuoti dalla dismissione delle caserme pisane e di altri locali da tempo sfitti e non utilizzati e quindi certamente con affitti più abbordabili».
«Ben venga un riordino e una razionalizzazione delle spese della pubblica amministrazione - sottolinea il presidente dell’Associazione Franco Ferraro -, ma non a scapito della collettività, perché per sbrigare una pratica sobbarcandosi un viaggio di alcune decine di chilometri non è un costo per la pubblica amministrazione, ma del cittadino a cui si deve aggiungere il disagio e il dispendio di un tempo maggiore, che anch’esso è un costo. I politici locali - aggiunge Ferraro - facciano presente a chi di dovere che non si risparmia eliminando gli uffici, ma organizzandoli meglio e responsabilizzando chi vi opera».
«La perdita della motorizzazione civile procurerebbe disagi e costi aggiuntivi non solo per i dipendenti, ma anche per i tantissimi utenti che usufruiscono dei suoi servizi» conclude il segretario della Cisl che rivolge un appello alle istituzioni: «Non facciamoci scappare anche questo servizio».
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