Il Tirreno

Pisa

Comune, irregolare una polizza su dieci

di Francesco Loi
Comune, irregolare una polizza su dieci

Il sindaco: «Siamo stati truffati, quattro esposti in Procura»

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PISA. Una fidejussione ogni dieci, tra quelle di cui il Comune è attualmente in possesso a garanzia di opere pubbliche, è irregolare (“tossica”, si potrebbe dire). Ed i lavori che coprono, o dovrebbero coprire, hanno un valore complessivo di circa 15 milioni di euro. E’ arrivata a compimento una delle parti dell’inchiesta interna avviata dall’amministrazione comunale su mandato del sindaco Marco Filippeschi e affidata alla segretaria generale Marzia Venturi. Un’azione più che mai necessaria dopo che erano emersi, tra gli altri, i casi della Sviluppo Navicelli, gruppo Bulgarella e Boccadarno Spa.

I numeri. A Palazzo Gambacorti risultano attive 200 polizze, 27 delle quali con problemi e riguardanti 14 convenzioni urbanistiche (per alcuni lavori si presentano più fidejussioni): 7 sono a garanzia del pagamento degli oneri di urbanizzazione per un totale di 1.087.149 euro; 20 invece sono a garanzia di opere a scomputo per un totale di 13.982.573,39 euro. Dei milioni in ballo, circa 1,1 sono oneri dilazionati «che saranno recuperati con azioni di Sepi», spiega il sindaco; 1,5 milioni sono di opere di urbanizzazione già realizzate e per le quali sono in corso i collaudi; e 12,5 milioni sono di opere il cui stato di avanzamento è ancora in corso di verifica «e per le quali - aggiunge Filippeschi - è stata comunque chiesta la sostituzione delle polizze, anche se in molti casi lo stato di avanzamento potrebbe consentire la sostituzione parziale».

Quattro esposti. I casi più particolari riguardano 13 polizze che sono state presentate da soggetti sì iscritti negli elenchi generali degli intermediari finanziari, ma non abilitati al rilascio di polizze nei confronti del pubblico. Gli imprenditori che hanno presentato queste fidejussioni ne erano a conoscenza? «Abbiamo presentato quattro esposti alla Procura della Repubblica. Se il Comune di Pisa è stato oggetto di truffa, non è escluso che anche i soggetti imprenditoriali coinvolti, tutti o in parte, siano stati a loro volta oggetto di truffa da parte di finanziarie o confidi», dice l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli.

I controlli. Quanto emerso ha comunque messo in evidenza se non altro una certa approssimazione nei controlli degli uffici comunali. «Le verifiche c’erano, non c’erano specifici protocolli: ora abbiamo alzato il livello di attenzione», specifica la segretaria generale Venturi. Intanto sono stati attivati procedimenti nei confronti di alcuni dirigenti e funzionari, per arrivare poi ad «emettere eventuali provvedimenti disciplinari».

Appello a Bankitalia. Il caso delle fidejussioni tossiche è su larga scala. Ci sono inchieste su migliaia di polizze irregolari in Italia che chiamano in causa ministeri, questure, tribunali. Lo spartiacque è la crisi economica del 2008, con le banche che sono progressivamente uscite da questo mercato lasciando spazio ad altri soggetti, dentro una situazione normativa assai nebulosa. Considerato l’elevato numero di Comuni coinvolti, Filippeschi ha scritto al governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e al presidente dell’Anci Piero Fassino. Una sorta di richiesta d’aiuto: «Necessari sia un’azione di pressione verso il legislatore, sia un maggiore affiancamento ai Comuni per estendere tutele e meccanismi di controllo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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