Sicurezza
Pagata la partecipazione all’evento
Dipendenti dell’Università alla presentazione del libro della Boldrini in orario di lavoro: «È prassi»
PISA. «Statali pagati dai cittadini per battere le mani alla Boldrini». Una mail della direzione generale dell’Università di Pisa, con un invito particolare rivolto ai dipendenti dell’ateneo, finisce nel mirino. La sostanza della mail: «Se volete partecipare all’incontro con la presidente della Camera, quelle ore saranno normalmente retribuite perché considerate in orario di servizio». Dunque, come se fosse un vero impegno di lavoro. Poche righe ma più che sufficienti per scatenare polemiche contro il rettore Massimo Augello, in tempi di appelli ad evitare gli sprechi di denaro pubblico.
Quella mail è effettivamente stata inviata in previsione dell’arrivo in città di Laura Boldrini, ricevuta dall’Università lo scorso 22 gennaio per presentare il suo ultimo libro dal titolo “Lo sguardo lontano”. L’Università non lo nasconde, «anche perché - si ammette - è una prassi quando sono ospiti personalità come Laura Boldrini, terza carica dello Stato, che peraltro ci ha dedicato un’intera giornata».
Un primo messaggio di posta elettronica, a firma del rettore, diceva solo: «Sono lieto di invitarvi all’incontro con la presidente della Camera dei deputati, presenteremo il suo ultimo libro attraverso brevi riflessioni affidate ai professori Carlo Casarosa, Enza Pellacchia ed Eugenio Ripepe». Ma è soprattutto una seconda mail, quella della direzione generale dell’ateneo, ad agitare le acque: «In relazione all’invito del rettore si fa presente che, per coloro che hanno il rientro di venerdì, l’eventuale partecipazione all’incontro sarà considerata come orario di servizio». E’ Libero a riportare la notizia, ripresa dalla versione on line del Giornale.
Sui social si solleva un polverone: «Una claque di statali pagati per applaudire». E’ evidente che l’Università voleva evitare ogni rischio di brutte figure con la Boldrini, per un giorno intero ospite a Pisa, dentro un programma che comprendeva «anche visite all'orto botanico» ed incontri con «ricercatori e docenti protagonisti di alcuni dei principali progetti di ricerca dell’ateneo», si sottolinea in una nota del rettorato.
Poi però c’era da assicurare un’aula piena per la presentazione del libro. Alla fine l’invito-incentivo è stato raccolto, scrive il rettorato, «da meno di cinque persone». Comunque giustificate, sotto il profilo lavorativo, perché «partecipanti - si spiega - all’occasione più adatta per approfondire e riflettere su temi di grande rilievo e di interesse generale quali il destino dell’Europa, la Costituzione italiana ed i diritti delle persone».
Non era la prima volta e non sarà l’ultima, dunque, secondo quanto ribadisce l’ateneo pisano, pur precisando che di questa prassi la Boldrini «non era a conoscenza». Infine, ribattono dal rettorato, «nessuna concessione da parte dell’Università di Pisa alle esigenze di promozione del libro: i proventi del volume destinati all’autrice saranno interamente impiegati per finanziare borse di studio».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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