La manifestazione
Opera della Primaziale Pacini verso l’addio
Deputazione in scadenza: possibile un rinnovo radicale
PISA. A metà maggio del 2012 venne nominata la nuova deputazione dell’Opera della Primaziale, con conferma alla presidenza di Pierfrancesco Pacini. La scadenza del mandato triennale dunque si avvicina e le indicazioni che rimbalzano da Roma si intensificano, accreditando sempre più uno sviluppo che sarebbe clamoroso: Pacini potrebbe davvero non essere rinominato, interrompendo così una reggenza che dura dal 1999. Nella vicenda s’intrecciano varie situazioni, nelle stanze pisane - che vanno da quelle della curia a quelle della politica - la vicenda è “calda”. Se le spinte ad andare verso un cambiamento stanno aumentando d’intensità, sul versante opposto c’è invece chi vorrebbe andare in continuità.
La deputazione. Per Pisa la partita è evidentemente di un peso notevolissimo. L’Opera della Primaziale Pisana (Opa) è la fabbriceria onlus no profit che sovrintende alla tutela e alla gestione della Torre Pendente e di tutti i monumenti e musei di Piazza dei Miracoli. Basta questo per ribadirne un’importanza che da Pisa si diffonde a livello mondiale. La deputazione dell’Opera si compone di sette membri, due dei quali vengono nominati dal ministero su indicazione dell’arcivescovo di Pisa (uno di sua scelta e uno indicato dal Capitolo della Primaziale). Per gli altri cinque la nomina avviene secondo quanto previsto dalla legge per gli enti di diritto pubblico e formalmente la scelta compete al ministro degli Interni su indicazione del prefetto. Trattandosi di un organismo che è sì deputato alla conservazione di un complesso monumentale riconosciuto dall’Unesco come “patrimonio mondiale dell’umanità”, ma è anche la Chiesa Primaziale di Pisa, per individuare tutti i componenti il parere dell’arcivescovo è sicuramente determinante.
Le scelte. Una volta con i nomi sul tavolo, è proprio il ministro degli Interni a firmare il decreto per la nomina dei componenti della deputazione, che poi al loro interno eleggono il presidente. Dei sette deputati scelti nel 2012, tre erano di nuova nomina: il professor Paolo Moneta, docente di diritto canonico all’Università di Pisa; il ragioner Giuseppe Marianelli, presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero; monsignor Gino Biagini, sacerdote pisano, dal 2004 vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale etrusco di Firenze. Confermati Pierfrancesco Pacini (Operaio presidente); la professoressa Gabriella Garzella, docente al Dipartimento di storia dell’Università di Pisa; la ragioniera Giovanna Giannini, dirigente della Prefettura di Pisa; ed il professor Giovanni Padroni, docente alla facoltà di Economia dell’Ateneo di Pisa. Se nel mandato precedente la deputazione aveva portato a conclusione i lavori di consolidamento della Torre e la ripulitura dei marmi, e inoltre Pisa è divenuta il centro organizzativo dell’associazione che raggruppa tutte le fabbricerie d’Europa che annualmente si riuniscono al Duomo per discutere dei problemi connessi alla conservazione dei complessi monumentali loro affidati, la deputazione in scadenza aveva il compito soprattutto di occuparsi del 950° anniversario della fondazione della Cattedrale, completare la ricollocazione degli affreschi del Camposanto Vecchio e avviare il restauro del Museo delle Sinopie.
Il confronto. L’acceso confronto che si è cominciato a sviluppare tra Pisa, Firenze e Roma dovrà portare a dare un governo alla piazza per i prossimi tre anni. L’elemento nuovo è quell’indicazione di «discontinuità» che circola in atti destinati in tempi rapidi ad arrivare sul tavolo del ministro Angelino Alfano. Un cambio dopo oltre sedici anni è una rivoluzione. E tra piazza Arcivescovado e luoghi centrali della politica pisana è già campagna elettorale per il nuovo presidente.
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